Il caso Diciotti, un nuovo capitolo nella crisi migratoria
O l’Europa inizia a fare sul serio DIFENDENDO i suoi confini e ricollocando gli immigrati, oppure inizieremo a riportarli nei porti da dove sono partiti. L’Italia ha già fatto la sua parte, e quando è troppo, è troppo, scriveva il ministro dell’Interno Matteo Salvini lo scorso 21 agosto sul suo profilo Facebook. Il messaggio si riferiva, in questo caso, alla situazione della Diciotti, una nave della Guardia costiera italiana bloccata da giorni nel porto di Catania, in Sicilia. Una nave, secondo Salvini, colma di potenziali immigrati illegali.
Asia e Jimmy, storia di uno squilibrio di potere
La dinamica dello scandalo è stata tumultuosa, ricca di personaggi, accuse, smentite, rettifiche e colpi di scena. Ad aprire le danze, il New York Times, domenica 19 agosto, con un articolo dal contenuto esplosivo. L’attrice e regista italiana Asia Argento —figura di spicco del movimento #MeToo e, sin dallo scorso ottobre, attiva in prima linea nell’accusare pubblicamente di violenza sessuale il produttore cinematografico Harvey Weinstein— veniva travolta da uno scandalo a sfondo sessuale. E non nel ruolo della vittima, questa volta.
Secondo il New York Times, nell’aprile di quest’anno Asia Argento avrebbe firmato un accordo nel quale si impegnava a versare 380.000 dollari a un giovane attore che la accusava di averlo aggredito sessualmente cinque anni prima, in un hotel di Los Angeles.
All’epoca dei fatti, il 9 maggio 2013, Jimmy Bennett —questo il nome del ragazzo— era minorenne, avendo
Colombia, un referendum anticorruzione rivela un nuovo scenario politico
Non è stato raggiunto il quorum, questo è vero, ma la grande partecipazione popolare che si è registrata rappresenta un mandato politico, un messaggio forte. E non solo per i membri del Congresso, ma anche per i partiti politici e per il presidente Duque. È il pomeriggio di lunedì 27 agosto e la giornalista e politologa colombiana María Jimena Duzán commenta con Cristina Castro, direttrice della rivista Semana, l’esito del referendum anticorruzione celebrato in Colombia il giorno prima. Siamo in diretta Facebook, e sono molti, migliaia, gli utenti connessi.
Duzán appare ottimista e rilassata —entusiasta, quasi— nel rispondere alle domande del pubblico. Dice di avere fiducia nel futuro, nella capacità di evolvere del sistema politico colombiano. L’alta affluenza elettorale, secondo lei, è una prova del fatto che la Colombia, oggi, è un paese più consapevole, politicamente più maturo. Un p
Milano, un arcobaleno in metropolitana
Tutto è cominciato verso la fine di giugno, con un’installazione temporanea in occasione del corteo organizzato per il Milano Pride 2018. In quei giorni, la centralissima stazione della metropolitana di Porta Venezia, in corso Buenos Aires, aveva sorpreso milanesi e turisti con un volto nuovo: quello dell’arcobaleno LGBT. Pareti, scale, corrimano e macchine per fare il biglietto, tutto dipinto con un’allegra esplosione di colore.
Rainbow is the new black, recitava lo slogan della campagna, una collaborazione tra ATM, la società che amministra il trasporto pubblico nell’area di Milano e Netflix. Una chiara allusione a Orange Is the New Black, una delle serie televisive più amate tra quelle prodotte dal gigante americano dello streaming.
Poi, lo scorso 12 agosto, la sorpresa. La notizia che l’installazione di Porta Venezia diventerà una decorazione permanente. Ad annunciarlo è la stessa A
Mostra del cinema di Venezia, guerra alla superficialità
Nata nel 1932, la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è il festival dedicato al cinema più antico del mondo. E, insieme a Cannes e Berlino, è tuttora uno degli appuntamenti annuali più importanti del settore, grazie all’attenzione che dedica alla ricerca estetica e alla creatività. Ma non solo. Nonostante la sua rispettabile età, la mostra del cinema di Venezia ha sempre dimostrato di saper accogliere a braccia aperte le novità offerte dal progresso tecnologico. Ad esempio, ammettendo nel suo prestigioso circuito le produzioni Netflix e la realtà virtuale.
Ma per l’edizione di quest’anno —che si è aperta oggi e si concluderà l’8 settembre— gli organizzatori hanno voluto fare un passo indietro, chiedendo alla critica di avere un po’ di pazienza… e attendere la proiezione pubblica delle opere in concorso prima di postare un commento su Twitter e altre piattaforme social