Fatemi iniziare la puntata odierna con la notizia del primo incontro ufficiale tra i due capi negoziatori di Regno Unito e Unione Europea, che sancisce il via ufficiale alla Brexit!
Brexit: Theresa May assicura il diritto a rimanere nel Regno Unito
Lo scorso 19 giugno, a un anno dal giorno del referendum, a Palazzo Berlaymont a Bruxelles sono iniziate le trattative per il ritiro della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Il capo negoziatore per la Comunità europea Michel Barnier e il segretario di Stato per l’uscita del Regno Unito David Davis al termine della prima giornata, in una conferenza stampa congiunta si sono mostrati reciprocamente soddisfatti per aver trovato un accordo sulle priorità del negoziato e sul calendario da seguire. L’obiettivo di questo incontro, infatti, era principalmente quello di porre le basi per l’avvio di trattative basate sui valori del rispetto e della fiducia.
Anche il primo ministro britannico Theresa May, dopo la débacle elettorale di qualche settimana fa, ha scelto di smorzare i toni. Durante una cena a Bruxelles con i 27 leader europei, May ha dichiarato che i cittadini dell’Unione Europea, attualmente residenti nel Regno Unito, non saranno costretti a lasciare il paese una volta completato il processo di separazione.
Gay Pride: Milano e Istanbul due realtà tristemente differenti
Sabato 24 giugno a Milano decine di migliaia di persone hanno partecipato al Milano Pride 2017, la parata dei diritti LGBT. Tantissimi i giovani in corteo, le famiglie, i bambini, le coppie, un fiume colorato di bandiere e striscioni accomunati dallo slogan “diritti senza confini”.
La quindicesima edizione del Milano Pride ha avuto come tema centrale la lotta per il riconoscimento dei diritti, il rispetto, le pari opportunità, contro ogni forma di razzismo, omofobia e violenza.
Parole queste, che mi fanno tornare in mente un’altra notizia recente, pubblicata sul New York Times lo scorso ventitre giugno. Il Bundestag, il Parlamento tedesco, ha definitivamente chiuso il capitolo su una vergognosissima norma contro gli omosessuali, varata nel 1872 e rimasta in vigore fino al 1994, che condannava al carcere le persone sospettate di aver svolto, così come recita la legge: “atti sessua
Critiche alla consultazione referendaria “No grandi Navi”
Ricordo chiaramente quando, quasi un anno fa, il Comitato che gestisce i patrimoni dell’Unesco, riunitosi a Istanbul, minacciò le autorità italiane di inserire Venezia nell’elenco dei siti a rischio, se non fosse stato messo un freno all’ingresso nella laguna delle navi da crociera.
Questi enormi colossi del mare, passando a poca distanza dalle coste, generano un moto ondoso che minaccia di danneggiare le fondamenta di palazzi antichi e il fragile equilibrio idrogeologico della laguna.
A meno di un mese dall’assemblea che si terrà il prossimo luglio a Cracovia, in Polonia, lo stesso Comitato ha fatto sapere che l’Unesco non voterà il declassamento di Venezia. La decisione è stata infatti rimandata al 2019, in attesa che le autorità venete presentino nel dicembre 2018 un dettagliato piano di gestione delle grandi navi.
Intanto questi giganti dei mari continuano ancora oggi a ent
Napoli: un corno portafortuna gigante per festeggiare il Natale
Come forse molti di voi sapranno, Napoli è considerata la città più scaramantica d’Italia. Magia e superstizione sono parte integrante della cultura popolare napoletana, alla pari di San Gennaro, pizza e babà. Tra i vari oggetti scaramantici usati per allontanare negatività e influenze maligne spicca il celeberrimo corno rosso. O’ cuorn per dirla alla napoletana.
Forse con l’intenzione di augurare a tutti i cittadini un felice Natale e un 2018 privo di negatività, l’amministrazione del sindaco De Magistris dallo scorso aprile sta pensando di installare su una piazza che si affaccia sul bellissimo lungomare della città, un corno rosso alto ben 60 metri e largo 30 metri.
L’idea del Comune è quella di ricreare una struttura molto simile al N’albero, ovvero un albero di Natale allestito l’anno scorso, realizzato con un sistema di ponteggi solitamente usato per realizzare i grandi palc
Si è spenta Carla Fendi, icona della moda e mecenate della cultura
Carla Fendi, ormai da tempo malata, è morta a Roma lo scorso lunedì 19 giugno all’età di 80 anni. La stilista, insieme alle sue quattro sorelle, era stata una delle colonne portanti dell’omonima casa di moda italiana.
La casa di mode Fendi nacque nel 1918, quando la madre di Carla, la stilista Adele Casagrande, aprì a Roma un laboratorio di pelli e pellicce. Dopo il matrimonio con Edoardo Fendi, l’impresa cambiò nome e, nel 1926, aprì i primi negozi in via del Plebiscito. Con la morte di Edoardo, nel 1946, le cinque figlie iniziarono ufficialmente a occuparsi dell’azienda di famiglia.
Carla Fendi iniziò a lavorare con le sorelle negli anni cinquanta, occupandosi del settore amministrativo, produttivo e delle relazioni pubbliche. Responsabile dello sviluppo dell’azienda nel difficile mercato americano, Carla, negli anni ottanta, è stata la principale artefice della diffusione del ma