Luigi Di Maio, il volto della crisi del Movimento 5 Stelle
29 January 2020
Alexandros Michailidis / Shutterstock.com
Il ricordo è ancora nitido nella mia mente.
Un pomeriggio di primavera,
qualche anno fa (sarà stato il 2014, o il 2015).
Passeggio con un’amica nel centro della mia città. Dopo aver attraversato la piazza principale, infiliamo una stradina che sbocca in una piazzetta
circondata da edifici neoclassici colorati in tinte pastello.
Una zona vivace,
piena di ristoranti, caffè, boutique e gallerie antiquarie,
sempre molto affollata. Quel giorno, però, c’è qualcosa di diverso.
La gente si assiepa,
assorta, nel centro della piazza.
Su un podio improvvisato — un cilindro di legno chiaro —, c’è un ragazzo
in completo blu e cravatta. Ha un microfono in mano. Parla di economia e politica, e muove le braccia
con ampi gesti teatrali. Come resistere alla curiosità?
Ci avviciniamo anche noi,
sollevandoci in punta di piedi. “È Di Maio”,
sussurra la mia amica, con l’aria di chi ha riconosciuto una celebrità che cercava di passare inosservata.
In effetti, il ragazzo sul podio era proprio Luigi Di Maio, all’epoca già
un esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, anche se non poteva ancora fregiarsi del titolo di ‘capo politico’.
Solo una questione di tempo, comunque: quel ruolo sarebbe arrivato il 23