Contro la mafia, un cambiamento culturale
27 July 2022
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Cinquantasette giorni,
appena una manciata di settimane, separano, sul calendario, la strage di Capaci da quella di via D’Amelio—un breve filo teso,
avvelenato e invisibile, che lega gli attentati esplosivi che posero fine alla vita di due magistrati illustri, due uomini di grande intelligenza investigativa, raro coraggio, e massima onestà intellettuale. Giovanni Falcone,
ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992, a Capaci,
sull’autostrada che corre verso Palermo, e Paolo Borsellino, ucciso, pure lui per mano mafiosa, il 19 luglio di quello stesso anno. Un filo teso, una vile trama di vendetta.
Ad uccidere Borsellino, e cinque agenti della sua scorta,
trent’anni fa, fu
un’autobomba, esplosa
poco prima delle cinque del pomeriggio in via D’Amelio, a Palermo. Paolo Borsellino quel giorno, una domenica,
aveva passato qualche ora con la famiglia
nella sua casa al mare.
Dopo il pranzo, aveva seguit