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Caccia alla volpe

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Caccia alla volpe
Alessia Pierdomenico / Shutterstock
È il 1º gennaio 2014, e Pechino lancia l’operazione Fox Hunt, una massiccia campagna di rimpatrio avente come obiettivo cittadini accusati di reati e dissidenti politici. Una campagna messa a punto con gelida precisione, scavalcando l’ortodossia dei canali della giustizia internazionale. Pressioni psicologiche, minacce, violenze fisiche.

Come raccontava L’Espresso la settimana scorsa, in questi anni, solo una percentuale compresa tra l’1 e il 7% dei ricercati dal regime cinese è rientrata in patria attraverso vie ufficiali. A dirlo è la stessa Commissione centrale per l’ispezione disciplinare, un organo investigativo del Partito Comunista Cinese incaricato di gestire la “campagna contro la corruzione” ideata da Xi Jinping. Gli altri, oltre il 90%, sono stati “persuasi a tornare”, per citare un eufemismo caro a Pechino.

La predilezione del regime cinese per la “persuasione” è legata alla r

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