Riconoscimento facciale e pittura antica, collaborazione fruttuosa
15 February 2023
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Raphael - Scan aus einer Kunstblattmappe: Galerie Alte Meister, VEB Verlag der Kunst Dresden, 1980, Public Domain,
Link Se penso alle possibilità offerte dal riconoscimento facciale,
la mia mente corre veloce alla letteratura distopica. E poi,
con un brivido, alla Cina di Xi Jinping. Immagino megalopoli dai colori sfumati, e masse di persone silenziose.
Un flusso umano in movimento costante. Nelle strade, negli uffici o nei supermercati, nella rete del trasporto metropolitano.
Volti che sfilano sotto lo sguardo acuto e implacabile di
migliaia, milioni, di occhi elettronici. Volti fotografati, filmati all’infinito, catalogati con cura maniacale nei
meandri elettronici del regime.
Ma il riconoscimento facciale non è solo questo. Non è solo controllo sociale e politico, repressione di ogni forma di dissenso. No, per fortuna, la biometria e l’intelligenza artificiale possono essere
nostre alleate, preziose, in vari campi di studio e ricerca. Nell’analisi di opere d’arte antiche e misteriose, per esempio.
Lo con