Screen width of at least 320px is required. Screen width can be adjusted by widening your browser window or adjusting your mobile device settings. If you are on a mobile device, you can also try orienting to landscape.

22 March 2023

Schlein contro Meloni, duello appassionante

22 March 2023

Una festa per Alberto Moravia

15 March 2023

Giancarlo Giannini ha la sua stella sulla Walk of Fame

15 March 2023

Bergamo 2020, una tragedia evitabile

15 March 2023

L’Italia come la California: stop al fumo!

8 March 2023

La via del mare

8 March 2023

Selfie al funerale

8 March 2023

Una nuova serie TV presenta Lidia Poët al grande pubblico

1 March 2023

Il volto nuovo della sinistra italiana

Speed 1.0x
/
aa
AA

L’Italia come la California: stop al fumo!

15 March 2023
L’Italia come la California: stop al fumo!
Paolo Bona / Shutterstock
L’odore di fumo appiccicato ai vestiti, quella puzza che rimaneva incollata al maglione, e ai capelli, dopo un concerto o una cena in pizzeria. Chi lo ricorda, nel nostro paese, ha almeno 40 anni. In Italia, infatti, non si può fumare al chiuso dal 2003, quando l’allora ministro della Salute, Girolamo Sirchia, emanò un divieto che avvicinava il nostro paese alle richieste dell’Unione europea.

È probabile pure che chi ricorda quell’odore tenace, pungente, un odore che impregnava tutto - i vestiti, ma anche gola e naso - non ne abbia alcuna nostalgia. Confesso: all’epoca, fumavo. Non tanto: una, due sigarette la sera. Mi definivo, fieramente, “un fumatore sociale”. A casa non ci pensavo proprio, nemmeno un tiro. Però, quando uscivo… con un drink in mano e un amico di fronte… oppure dopo cena, quando si chiacchierava attorno al tavolo… beh, allora, sì: una sigaretta non me la levava nessuno

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.