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Vespa vale un miliardo

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Vespa vale un miliardo
Travers Lewis / Shutterstock
È il 1945. Nell’Italia lasciata in ginocchio dalla fine della guerra, Corradino D'Ascanio, un ingegnere con il talento per il design, viene scelto dalla Piaggio, una nota azienda toscana, per risolvere un problema non da poco.

In tempo di pace, va riconvertita l’industria bellica, perché la domanda di veicoli militari è venuta meno. Il titolare dell’azienda, Enrico Piaggio, ha un’idea: produrre un motociclo accessibile a tutti: facile da guidare e a basso costo. I primi progetti non convincono Piaggio, che decide così di rivolgersi a D’Ascanio. Anche se fino ad allora si era occupato soprattutto di motori a elica, l’ingegnere sa come tradurre in forme aggraziate le esigenze di meccanica e tecnologia.

La scelta di Piaggio si rivela vincente. Un anno dopo, infatti, D’Ascanio depositerà il brevetto del ciclomotore per eccellenza: la Vespa. Il resto, come si dice in questi casi, è storia.

La V

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