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I contributi all’editoria
Michele Vacchiano / Shutterstock
Dal giornalismo ci aspettiamo uno sguardo vigile e critico sul potere. Ma che cosa succede se il giornalismo, per sopravvivere, dipende da quelle stesse persone su cui dovrebbe vigilare?

Il dilemma è tutto fuorché un semplice esercizio teorico, quando parliamo della stampa italiana. La stampa cartacea, infatti, è ancora molto diffusa, perché considerata più prestigiosa rispetto a quella digitale. Verso la rete prevale ancora una certa diffidenza quanto alla qualità.

Questa convinzione, tuttavia, si scontra con una continua emorragia di lettori e ricavi. Perciò il settore dipende in modo significativo da contributi statali, o da altre agevolazioni indirette che danno respiro ai bilanci in perdita.

Poiché si tratta di finanziamenti pubblici, ogni anno, a febbraio, esce il resoconto di quanto è stato dato, e a chi. È quindi l'occasione per fare alcune considerazioni su cifre e nomi dei destin

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