La locuzione scendere/essere sul piede di guerra è un’espressione metaforica molto usata nel linguaggio giornalistico, molto spesso con riferimento alla sfera delle lotte sindacali e delle strategie dei partiti politici.
Scendere/essere sul piede di guerra significa essere pronti alla lotta; avere un atteggiamento combattivo; essere determinati a lottare per difendere la propria posizione e i propri interessi; cercare, spesso bellicosamente, un confronto, uno scambio di opinioni.
Secondo alcuni, le origini di questa espressione si possono ritrovare nella tradizione dei nativi americani, che usavano questa locuzione per descrivere il momento in cui si accingevano ad andare in guerra contro un’altra tribù.
Altre fonti fanno risalire quest’espressione al lessico militare francese del Settecento.
La locuzione scendere/essere sul piede di guerra può essere letteralmente tradotta in inglese come to descend/to be on the foot of war, un insieme di parole, questo, che nel panorama lessicale anglosassone non ha alcun significato. Una traduzione più appropriata è offerta nella lingua inglese dall’espressione: to be on a war footing. Una versione alternativa è offerta dall’espressione to be on the warpath, la quale viene spesso utilizzata con riferimento all’atteggiamento bellicoso di un individuo o di una collettività organizzata.
Massive migrations over the past few months have put some European countries on a war footing. They reacted by closing borders and repelling migrants by force.
The labor unions for the security services of the Coliseum and other major archeological sites have gone on a war footing to call for a pay rise.
Thousands of farmers and breeders are now on a war footing: they are protesting against the importation of meat, milk and other food products from other countries, which, once processed, undeservedly get the label of “Made in Italy.”
Scendere/essere sul piede di guerra significa essere pronti alla lotta; avere un atteggiamento combattivo; essere determinati a lottare per difendere la propria posizione e i propri interessi; cercare, spesso bellicosamente, un confronto, uno scambio di opinioni.
Secondo alcuni, le origini di questa espressione si possono ritrovare nella tradizione dei nativi americani, che usavano questa locuzione per descrivere il momento in cui si accingevano ad andare in guerra contro un’altra tribù.
Altre fonti fanno risalire quest’espressione al lessico militare francese del Settecento.
La locuzione scendere/essere sul piede di guerra può essere letteralmente tradotta in inglese come to descend/to be on the foot of war, un insieme di parole, questo, che nel panorama lessicale anglosassone non ha alcun significato. Una traduzione più appropriata è offerta nella lingua inglese dall’espressione: to be on a war footing. Una versione alternativa è offerta dall’espressione to be on the warpath, la quale viene spesso utilizzata con riferimento all’atteggiamento bellicoso di un individuo o di una collettività organizzata.
Esempio 1:
I massicci movimenti migratori degli ultimi mesi hanno fatto scendere sul piede di guerra alcuni paesi europei, che hanno reagito chiudendo i confini e respingendo i migranti con la forza.Massive migrations over the past few months have put some European countries on a war footing. They reacted by closing borders and repelling migrants by force.
Esempio 2:
I sindacati del servizio di vigilanza del Colosseo e di altri importanti siti archeologici sono scesi sul piede di guerra per chiedere un aumento di stipendio.The labor unions for the security services of the Coliseum and other major archeological sites have gone on a war footing to call for a pay rise.
Esempio 3:
Migliaia di coltivatori e allevatori sono ormai sul piede di guerra: protestano contro l’importazione di carne, latte e prodotti alimentari provenienti da altri paesi, che, una volta lavorati, ricevono immeritatamente l’etichetta di Made in Italy.Thousands of farmers and breeders are now on a war footing: they are protesting against the importation of meat, milk and other food products from other countries, which, once processed, undeservedly get the label of “Made in Italy.”