Facebook, Twitter e Google ammettono ampie intromissioni russe sulle loro piattaforme
Gli avvocati di Facebook, Twitter e Google hanno ammesso che degli agenti russi hanno utilizzato le loro piattaforme per influenzare l'esito delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 e seminare divisioni tra gli elettori americani. Le dichiarazioni sono giunte martedì e nella giornata di ieri, durante una deposizione davanti al Congresso degli Stati Uniti.
Lunedì scorso, le tre società hanno riconosciuto che il numero di account legati ad interessi russi presenti nei loro siti sarebbe superiore a quanto rivelato in precedenza. Facebook ha ammesso che numerosi post di origine russa hanno raggiunto 126 milioni di americani, sia prima che dopo l’appuntamento elettorale dello scorso novembre. Twitter ha dichiarato che più di 36.000 programmi informatici russi --i "bot"-- hanno twittato 1,4 milioni di volte durante le elezioni. Google, da parte sua, ha rivelato per la prima volta che, nel periodo preso in esame, sul suo servizio YouTube sono stati caricati oltre 1.100 video in sintonia con gli obiettivi politici russi.
Molti degli annunci acquistati dai gruppi russi miravano ad approfondire le divisioni presenti nella società statunitense. Alcuni, per esempio, difendevano il diri