L’ottantesimo anniversario della Notte dei Cristalli serve da triste promemoria
Lo scorso venerdì è ricorso l’ottantesimo anniversario della Kristallnacht, “la Notte dei Cristalli”, quando il regime nazista mandò in frantumi le vetrine dei negozi ebrei, vandalizzò sinagoghe e case ebraiche in ogni parte della Germania nazista. Si ritiene che circa 1.300 persone siano state uccise, o condotte al suicidio, in quello che ora è considerato come un segno di quello che stava per accadere durante l’Olocausto.
Le violenze iniziarono come rappresaglia per l’assassinio di un diplomatico tedesco nazista, ucciso da un ragazzo ebreo di diciassette anni, i cui genitori erano stati espulsi dalla Germania. I nazisti usarono l’incidente come scusa per organizzare azioni violente contro gli ebrei, con il benestare della polizia che doveva proteggere solo le proprietà di persone non ebree. Nel periodo compreso tra il 9 e il 13 novembre, 267 sinagoghe e più di 7.000 esercizi commerciali