Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, in Europa le condanne per la tratta di esseri umani sono diminuite, nonostante il crescente numero di vittime
Tra il 2011 e il 2016 il numero di condanne per traffico di esseri umani è diminuito del 25 per cento in Europa, nonostante le vittime siano sensibilmente aumentate durante lo stesso lasso temporale. Queste sono solo alcune delle rivelazioni contenute in un rapporto pubblicato lunedì scorso dall’Agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine.
Nel 2016, l’ultimo anno di cui si conoscono i dati, in Europa ci sono state 742 condanne per traffico di esseri umani, rispetto alle 988 di cinque anni prima. Nello stesso arco temporale, il numero delle vittime accertate è cresciuto da 4.248 a 4.429. Nel mondo, invece, le vittime della tratta sono aumentate circa del 40 per cento tra il 2011 e il 2016. La relazione evidenzia, però, che anche le condanne sono sensibilmente aumentate, grazie a migliori sistemi di localizzazione e leggi più severe contro il traffico di esseri umani.
Nel 59 per cento dei casi la finalità della tratta a livello mondiale è lo sfruttamento sessuale, mentre in un terzo dei casi è il lavoro forzato. Circa la metà delle vittime del traffico di esseri umani sono donne adulte, mentre il 30 per cento sono bambini.