Uno studio mostra che tra tutti i “mini cervelli” dei primati studiati sinora, quelli degli umani crescono più lentamente
Un gruppo di ricercatori svizzeri ha pubblicato sulla rivista Nature uno studio, in cui si descrive la crescita di “mini cervelli”, ottenuti in vitro, partendo da cellule staminali umane, di macaco e di scimpanzé. Le staminali, nonostante siano oggetto di forte discussione, sono cellule madri, che possono differenziarsi in diversi tessuti e, per questo motivo, sono largamente studiate dai ricercatori.
In base a quanto riportato nello studio, in un periodo di circa 4 mesi le staminali si sono sviluppate in cellule cerebrali, o mini cervelli, raggiungendo la dimensione di un pisello. Il gruppo di ricerca è stato quindi in grado di mettere a confronto le fasi dello sviluppo cerebrale in tutte e tre le specie di primati. Nonostante la fase iniziale di sviluppo degli organoidi cerebrali sia stata la stessa per le tre specie, quando le staminali hanno iniziato a differenziarsi, la velocità del processo è apparsa sensibilmente differente. Le cellule neuronali umane, infatti, si sono sviluppate più lentamente delle altre, seguite da quelle di scimpanzé e di macaco.
Secondo Treutlein, uno degli autori dello studio, la spiegazione della minor velocità di sviluppo delle cellule cerebrali umane