I piani per l’introduzione del salario minimo all’interno degli stati membri dell’Unione Europea sono malvisti dai paesi nordici
Martedì scorso, la commissione europea ha intrapreso i primi passi per la creazione di un quadro normativo comune per l’assegnazione a livello europeo di un salario minimo ai lavoratori di tutti i 28 stati membri. La presidente della commissione europea, Ursula von del Leyen, si è impegnata a introdurlo, nel tentativo di assicurarsi il sostegno dei parlamentari socialisti e liberali, durante sua discussa candidatura dello scorso anno. Von der Leyen ritiene che un salario minimo a livello europeo potrebbe aiutare a ridurre la “fuga dei cervelli” dai paesi dell’est europeo verso quelli dell’Europa occidentale.
La Danimarca, la Finlandia e la Svezia si sono opposte all’introduzione del salario minimo voluto dall’Unione europea, per paura che il provvedimento possa influire negativamente sui contratti collettivi di categoria e in definitiva abbassare il reddito generale entro i propri confini