I correttori della Clio Make Up accusati di razzismo
22 October 2020
| Romina: | È finita nella bufera Clio Make-Up, il marchio di cosmetici, fondato a New York nel 2008 dalla celebre influencer e make up artist bellunese Clio Zammatteo, che di recente è tornata a vivere in Italia. Poche settimane fa, Clio Make-Up ha lanciato OhMyLove, una linea di correttori liquidi, pensati per mascherare le piccole imperfezioni del viso. Secondo alcuni utenti Twitter, però, il prodotto, creato in 14 tonalità, offre uno spettro di colori troppo poco ampio, perché il prodotto possa essere definito inclusivo. Solo tre nuance, infatti, sarebbero compatibili con incarnati più scuri. Una scelta che sui social è stata giudicata poco inclusiva e bilanciata. I commenti più feroci sono arrivati da Twitter, come accade sempre per quanto riguarda tematiche politiche, o temi sociali: “Grazie Clio per averci ricordato che se non siamo bianche con sottotono neutro/rosa non siamo degne di considerazione”. |
| Alessandro: | Partiamo da una premessa! Di cosmetici non capisco un cavolo. Mi sembra, però, abbastanza chiaro che si tratta di critiche legittime. Se su 14 tonalità, solo tre sono dedicate alle carnagioni più scure, l’accusa di razzismo ha basi fondate. |
| Romina: | Prima di muovere accuse tanto forti, bisognerebbe considerare la questione nella sua interezza. L’ 8 ottobre scorso, il quotidiano Huffington Post ha riportato le opinioni di alcuni utenti. Uno di questi, sui social ha scritto che: “Per una realtà aziendale ancora relativamente ‘piccola’ come quella di Clio, lanciare da subito un nuovo prodotto che abbracci una varietà di colori molto ampio, sarebbe un azzardo visto che non si conosce ancora la risposta del pubblico”. |
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