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L’Italia ricorda il giudice antimafia Giovanni Falcone a 30 anni dall’attentato di Capaci

9 June 2022
L’Italia ricorda il giudice antimafia Giovanni Falcone a 30 anni dall’attentato di Capaci
Wikimedia Commons

Alessandro: Martedì 23 maggio, l’Italia ha commemorato il giudice palermitano Giovanni Falcone a trent’anni dal terribile attentato di stampo terroristico-mafioso che gli tolse tragicamente la vita insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti della sua scorta, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Il giudice Falcone è stato ricordato un po’ ovunque: nella sua Palermo, nei Palazzi di Giustizia, nelle scuole, associazioni e compagnia bella. Anche i giornali nazionali gli hanno dedicato pagine e pagine di articoli.
Olinda: Questo perché è stato uno dei magistrati più importanti e celebri della storia del nostro Paese, per via del suo autorevole contributo nella lotta alla criminalità organizzata.
Alessandro: Sì! Ci tengo a sottolineare che il giudice fece parte del cosiddetto “pool antimafia” di Palermo, ovvero un nucleo ristretto di magistrati nato per investigare in modo organico sui reati di tipo mafioso in Sicilia. Tra le altre cose, fu, insieme al collega Paolo Borsellino – altro giudice vittima della mafia – tra i principali autori dello storico “maxiprocesso” contro Cosa Nostra. Il processo penale si svolse nella seconda metà degli anni Ottanta nell’aula bunker di Palermo e fu di proporzioni mai viste. Vennero portati alla sbarra centinaia di imputati e si concluse con 370 condanne, di cui 19 ergastoli e oltre 2500 anni di carcere complessivi distribuiti tra i condannati. Il giudice Falcone morì in un terribile attentato che fu organizzato e compiuto da Cosa Nostra nel 1992 in un tratto autostradale nei pressi di Capaci, un piccolo Comune alle porte di Palermo.

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