Lo sciopero dei benzinai contro il governo
9 February 2023
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| Alessandro: | Ha fatto molto discutere lo sciopero nazionale invocato dai gestori dei distributori di carburante. Il blocco all’erogazione di benzina e gasolio ha coinvolto oltre 20mila stazioni di servizio, ovvero il 70% dei distributori attivi in tutta Italia, compresi quelli in autostrada con servizio self-service. La protesta è scaturita dopo che alcuni ministri del governo guidato da Giorgia Meloni, avevano attribuito ai benzinai la responsabilità del rincaro dei prezzi alla pompa registrato a gennaio. A dicembre il prezzo medio di benzina e diesel si aggirava attorno a 1,63 euro a litro, mentre nei primissimi giorni del 2023 è salito a una media di circa 1,86 euro a litro. Lo sciopero è iniziato nella serata di martedì 24 gennaio. Sarebbe dovuto durare 48 ore, ma poi i sindacati sono andati incontro alle richieste del governo e alla fine è stato revocato dopo appena 24 ore. |
| Carmen: | Ritengo che la protesta sia più che legittima. I benzinai non avevano nessuna colpa. |
| Alessandro: | Hai ragione! Come hanno spiegato i giornali, l’aumento dei prezzi è stato invece causato dalla decisione del governo di reinserire una peculiare imposta sul carburante, comunemente conosciuta con il termine “accise”. Il taglio delle accise era stato stabilito dal precedente governo di Mario Draghi, per calmierare i forti rincari causati dall’inizio del conflitto in Ucraina. |