L’assurda polemica sulle croci di montagna
| Mario: | Hai sentito parlare della polemica sulle "croci di vetta"? Mi riferisco alle croci di pietra, di legno e di metallo che si trovano sulle cime degli Appennini e delle Alpi italiane. Tutto ha avuto inizio in occasione dell’evento di presentazione del libro, scritto dalla storica dell'arte, Ines Millesimi, che ricostruisce la storia di 68 croci presenti sulle cime più alte degli Appennini che superano i duemila metri di altitudine. Uno degli ospiti dell'evento era Marco Albino Ferrari, direttore editoriale e responsabile delle attività culturali CAI. |
| Olinda: | CAI sta per Club Alpino Italiano, vero? |
| Mario: | Sì! Durante un dibattito, Ferrari ha sostenuto l'opportunità di smettere di erigere nuovi simboli religiosi in cima alle montagne, in rispetto del principio di laicità dello Stato, precisando però, che le croci già esistenti sarebbero rimaste al loro posto. Il CAI che ha condiviso l’opinione di Ferrari, ha ritenuto necessario chiarire la sua posizione in un articolo pubblicato a fine giugno sul portale, Lo Scarpone. Il problema è sorto quando diverse testate giornalistiche italiane, pur riprendendo correttamente i contenuti dell'articolo, hanno scelto titoli un po' equivoci. |