La Russia sta lavorando duramente per ricostruire le sue reti di spionaggio
Gli ultimi anni sono stati piuttosto difficili per le spie russe. Hanno commesso grossi errori e subito dolorose sconfitte. Hanno fallito nel tentativo di avvelenare Alexei Navalny, hanno fornito un’errata previsione su come si sarebbe evoluta l’invasione dell'Ucraina e hanno valutato male anche la risposta dell'Ucraina all'invasione stessa. Per non parlare poi del colpo più duro dell’espulsione di circa 600 ufficiali dalle ambasciate europee.
Tuttavia, secondo alcuni documenti ottenuti recentemente dall'intelligence occidentale, la Russia starebbe attuando una massiccia riforma del personale, dell'organizzazione e della sicurezza delle sue reti spionistiche. Le spie vengono addestrate a operare nell'ambiente digitale senza telefoni personali e nuove leve vengono reclutate dall'Africa, dai Balcani e tra coloro che sono fuggiti dalla Russia.
Oltre a rubare segreti, le principali priorità delle spie russe sono quelle di allargare le crepe all'interno della NATO, minare il sostegno all'Ucraina da parte dell’America e dell’Europa ed erodere l'influenza occidentale nel sud del mondo. Anche l'Africa ha visto rivitalizzarsi le minacce russe da parte dell'ex gruppo Wagner, di cui le reti spi