Città 30: il referendum che fa discutere Bologna
13 June 2024
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| Olinda: | In questi giorni, a Bologna, si sta discutendo molto del referendum consultivo sul limite di velocità di 30 chilometri all’ora per il transito delle auto nelle vie urbane. Il referendum è stato richiesto dai partiti di destra che sostengono il governo nazionale, in particolare dalla Lega, da sempre critica verso i limiti di circolazione stradale bassi e le conseguenti misure di controllo e sanzione sui cittadini. A gennaio, Bologna è diventata la prima grande “città 30” d’Italia, sebbene la misura sia stata gradualmente introdotta a partire dal 2023. L’obiettivo non è solo ridurre i limiti di velocità per prevenire incidenti stradali, ma anche riequilibrare lo spazio pubblico per favorire la mobilità sostenibile con la creazione di nuovi percorsi pedonali, rotonde, piste ciclabili, panchine e spazi verdi. Per realizzare questi interventi di riforma urbana, il capoluogo emiliano ha stanziato circa 24 milioni di euro. |
| Andrea: | Davvero non capisco le critiche della destra. È un progetto così bello. |
| Olinda: | Il ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, ritiene che un limite di velocità così basso in città "non abbia alcun senso e crea solo danni". Teme che si creino forti rallentamenti del traffico, ingorghi chilometrici e che aumenti l’inquinamento sonoro e atmosferico. |