Stati Uniti, epidemia di morbillo accende il dibattito sulla vaccinazione
Le autorità sanitarie degli Stati Uniti stanno cercando di contenere un’epidemia di morbillo che ha fatto registrare i primi casi in California nel periodo natalizio. Oltre cento persone in ben 14 stati hanno contratto il morbillo quest’anno, secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. La maggior parte dei casi sono riconducibili ad un numero di persone non vaccinate, le quali sarebbero state esposte al virus del morbillo a Disneyland, nei giorni tra il 17 e il 20 dicembre. Da allora, questa malattia altamente infettiva si è diffusa in tutto il paese.
Secondo i dati diffusi lo scorso lunedì, in California sono stati confermati ben 92 casi di morbillo, mentre oltre una dozzina di altri casi sono stati segnalati in altri 13 stati. Alcune delle vittime del virus sono bambini di età inferiore ad un anno, troppo piccoli, quindi, per ricevere i vaccini per il morbillo, la parotite e la rosolia, normalmente somministrati all’età di 12 mesi. L’insorgenza della malattia ha causato polemiche in California, dove sono molti i genitori che scelgono di non vaccinare i propri figli per motivi religiosi o filosofici.
Dopo decenni di intense politiche di vaccinazio