L'ultimo re di Montelepre
Delitto Giuliano: l’apparenza non inganna
Antonio-albanesi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Milano, lunedì 17 Luglio 1950. Alle due di notte, la luce dell’abat-jour della camera da letto è ancora accesa. Sono disteso a pancia in su, scoperto, con le braccia alte sotto il cuscino e gli occhi spalancati a fissare un punto nel soffitto. Distesa, al mio fianco c’è Matilda, mia moglie. Lei mi dà le spalle ed è girata in direzione della finestra. Mi sollevo, per osservare il suo volto. Ha gli occhi chiusi e il respiro profondo. Dorme serena. Per questo, un po’ la invidio.
Quella che è appena trascorsa, è stata una settimana particolarmente calda e afosa. Le temperature sono arrivate a toccare i 37 gradi. Per ottenere un po’ di refrigerio, io e Matilde abbiamo preso l’abitudine di lasciare le finestre di casa spalancate e le serrande abbassate a metà. Lo facciamo sia di giorno, che di notte, in modo da permettere all’aria di circolare da una stanza all’altra.