Ungheria al voto, gli elettori premiano il messaggio nazionalista del premier Orbán
Un’affluenza alle urne del 69%. Una vittoria che sfiora il 50% dei voti, riflettendosi in una super-maggioranza parlamentare che aprirà la strada a un nuovo percorso di riforme costituzionali. I risultati delle elezioni parlamentari ungheresi dello scorso 8 aprile parlano chiaro e premiano le scelte dell’attuale primo ministro, Viktor Orbán, riconfermandolo nel suo ruolo per la terza volta consecutiva.
Negli ultimi anni, il governo di Orbán ha avviato una serie di misure che hanno stimolato la crescita economica e l’occupazione. Di fatto, a differenza di molti altri paesi, nell’Ungheria di oggi, la classe media gode di buona salute, la disoccupazione è in calo e l’economia è in continua crescita. Il fatto, dunque, che molti elettori abbiano scelto di premiare la linea politica di chi ha guidato il paese negli ultimi otto anni può sembrare naturale, logico. E, in un certo senso, lo è. È naturale che gli elettori scelgano di premiare la sicurezza economica, la stabilità, la possibilità di fare progetti per il futuro.
Anonimato e recensioni online, abuso di potere?
La pubblicazione di recensioni ingannevoli su siti web dedicati ai viaggi e al tempo libero, come Yelp e TripAdvisor, è oggi un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante a livello globale. Si va dalle recensioni favorevoli (letteralmente) comprate alle stroncature impietose, spesso scritte per mettere a segno una vendetta personale, o per danneggiare economicamente l’attività di un concorrente. E, a volte, persino per inscenare ricatti ed estorsioni, come racconta un articolo pubblicato sul quotidiano torinese La Stampa lo scorso 6 aprile.
La storia che sto per raccontarvi ci porta nella regione del Piemonte, a Moncalieri, una piccola città della provincia di Torino, famosa per il suo castello medievale. Protagonista della vicenda, una quarantenne canadese, arrivata in Italia per motivi di lavoro l’estate scorsa. Con lei anche il marito e i figli. Dopo aver esplorato un po’ la zona, la
Pasquetta a Mantova, storia di un conflitto tra arte e burocrazia
Benvenuti a Palazzo Ducale, 35.000 metri quadrati di meraviglie!, declama con orgoglio il sito web del Palazzo Ducale di Mantova, lo splendido complesso architettonico che per secoli fu la residenza dei Gonzaga, una della più note famiglie aristocratiche d’Europa. Benvenuti… tranne il giorno di Pasquetta, a quanto pare. Già. Perché lo scorso lunedì 2 aprile, la monumentale struttura, che oggi è di proprietà del Ministero dei beni culturali e ospita un complesso museale dedicato all’arte e alla storia rinascimentale, è rimasta chiusa al pubblico. Chiusa, per mancanza di personale.
Con grande delusione --come potrete immaginare-- dei tanti turisti, italiani e stranieri, che avevano sperato di trascorrere qualche ora passeggiando tra le splendide sale affrescate dell’antica reggia dei Gonzaga.
Ma che cosa è successo, esattamente? Beh, niente di speciale, in realtà. Come ha spiegato ai giorna
Gli effetti collaterali della Brexit sul cioccolato
Le decisioni politiche non influenzano i dettagli della nostra vita quotidiana, mi disse un giorno un amico, qualche anno fa. Questa frase, detta con la superficialità della gioventù, mi è tornata improvvisamente in mente l’altro giorno, mentre leggevo un articolo pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian lo scorso venerdì 30 marzo. Nell’articolo, dedicato agli effetti collaterali della Brexit sul settore dolciario europeo, si racconta come l’azienda italiana Ferrero, uno dei maggiori produttori mondiali di cioccolato, abbia espresso una forte preoccupazione al Parlamento britannico in merito ad una serie di effetti negativi legati all’imminente uscita del Regno Unito dal mercato unico europeo e dall’unione doganale UE.
Lo scenario delineato è piuttosto fosco: l’introduzione di tariffe e controlli alle frontiere aumenterà i costi di produzione e allungherà il ciclo di consegna de
Elogio della cortesia
Immaginate questa scena: siete appena entrati in un parcheggio e cercate un posto dove lasciare la macchina per qualche ora. Improvvisamente, vedete un’automobile che se ne va e, senza perdere tempo, parcheggiate la vostra nel posto rimasto libero. Passa qualche secondo… e la macchina di prima torna indietro, l'uomo al volante abbassa il finestrino e vi porge il suo biglietto del parcheggio, dicendo: “Lo vuole? Ci sono ancora due ore valide”. “Grazie”, dite voi al gentile automobilista, “quanto le devo?” “Nulla, si figuri!”, dice lui. E riparte.
Qual è la vostra reazione? Vi rallegrate per un atto di gentilezza gratuita, pensando che, in fondo, esiste qualche lume di speranza per il futuro del genere umano… o… vi insospettite, pensando che a motivare il gesto dello sconosciuto automobilista ci sia un losco secondo fine?
L’episodio che vi ho descritto è accaduto lo scorso venerdì 30 marzo