Screen width of at least 320px is required. Screen width can be adjusted by widening your browser window or adjusting your mobile device settings. If you are on a mobile device, you can also try orienting to landscape.

11 April 2018

Episode #126

4 April 2018

Episode #125

28 March 2018

Episode #124

21 March 2018

Episode #123

14 March 2018

Episode #122

7 March 2018

Episode #121

28 February 2018

Episode #120

21 February 2018

Episode #119

14 February 2018

Episode #118

Speed 1.0x
/
aa
AA
Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 14 marzo 2018. Io sono Chiara, nuovamente insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale. Questa settimana, la scena pubblica italiana è stata dominata dalle riflessioni postelettorali, come vedremo tra poco. Ma per ora, soffermiamoci su una notizia che arriva dalla Francia.

Francia, il Front National di Marine Le Pen cambia nome… nome nuovo, vita nuova?

14 March 2018

“Il nome ‘Front National’ ha una storia epica e gloriosa, che non vogliamo negare. Ma per molti francesi, anche a livello inconsapevole, rappresenta un freno psicologico” ha detto Marine Le Pen a Lille, domenica 11 marzo, alla platea del 16° congresso del Fronte Nazionale, il partito di estrema destra fondato nel ‘72 da suo padre. Un congresso che l’ha riconfermata presidente e che, allo stesso tempo, ha estromesso definitivamente lo storico fondatore del partito, Jean-Marie Le Pen, privandolo del ruolo di presidente onorario.

Ora, per sottolineare ancor di più la frattura tra il passato e il futuro, Marine Le Pen propone un cambio lessicale. Presto, il nome ‘Front National’ finirà nel cassetto per far posto a una nuova denominazione, Rassemblement National, un nome che vuole evocare il concetto di unione. La svolta, in realtà, era già nell’aria da tempo, ma il nuovo nome era, fino alla scorsa domenica, rimasto segreto.

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Parliamo ora delle recenti elezioni legislative italiane. E vediamo qual è l’interpretazione che ne hanno dato i media. Quelli italiani, e quelli esteri.

Elezioni legislative in Italia: una realtà, due letture

14 March 2018

Lunedì 5 marzo, i media italiani pubblicavano un vortice di commenti, analisi e previsioni, nel faticoso tentativo di tracciare il profilo del nuovo panorama politico del paese. A monopolizzare l’attenzione collettiva, due elementi. In primo luogo, un dato di fatto: nessuna formazione politica --né come partito né come coalizione-- aveva superato l’ambita soglia del 40% dei voti, indispensabile per governare il paese. “Chi riceverà l’incarico di formare il nuovo governo?”, si chiedevano esperti e lettori. Matteo Salvini, segretario federale della Lega, il partito più votato nella coalizione del centrodestra? O Luigi Di Maio, il giovane leader del Movimento 5 Stelle che, superando il 32% dei voti, era diventato il primo partito d’Italia? Sulle pagine dei giornali, l’Italia era un paese spaccato a metà. Una mappa bicolore. Il blu del centrodestra dominava al Nord, mentre al Sud e nelle iso

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Rimaniamo nella sfera che vede protagonista la relazione tra mass media e politica. E vediamo come certe strategie possono avere l’effetto contrario…

Movimento 5 Stelle, l’effetto boomerang dello snobismo dei media

14 March 2018

Nei giorni scorsi, diversi giornali italiani hanno pubblicato una notizia oggettivamente deprimente. A partire dalla mattina di lunedì 5 marzo, raccontavano che, davanti alle porte di numerosi centri per l’impiego, soprattutto nell’Italia del Sud, si erano formate delle lunghe file. Persone che, in seguito al trionfo elettorale del Movimento 5 Stelle, si rivolgevano ai funzionari della pubblica amministrazione con una richiesta ben precisa: volevano i moduli per il ‘reddito di cittadinanza’, una delle principali promesse elettorali del movimento.

“A chi cerca di passare all’incasso, cortesi funzionari spiegano la differenza tra una promessa elettorale e una legge dello Stato. (…) Può darsi che abbiano ragione i richiedenti. E che sia già passata una riforma istituzionale a soluzione istantanea, per cui il partito che arriva primo alle elezioni forma il governo la notte stessa del voto, se

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
E dalla relazione tra stampa e politica, passiamo a quella, più improbabile, tra calcio e politica.

Calcio e politica, Mario Balotelli contro Toni Iwobi

14 March 2018

Imprenditore informatico, 62 anni, origini nigeriane e passaporto italiano. È arrivato in Italia nel ‘76 con un visto da studente, e vive in un paese della provincia di Bergamo, dove ha sede la sua azienda. Da 24 anni, è iscritto alla Lega e, come dice lui, è “orgoglioso di esserlo, di appartenere a questa grande famiglia”. Un’appartenenza vissuta fino in fondo, dato che, qualche anno fa, è stato scelto da Matteo Salvini per il ruolo di coordinatore per la sicurezza e l’immigrazione. Vi parlo di Toni Iwobi, l’uomo che, dopo essere stato eletto, lo scorso 4 marzo, nel collegio proporzionale della Lombardia, sarà il primo senatore nero nella storia d’Italia. Sì, proprio così. Il primo senatore di colore nella storia della Repubblica italiana è stato eletto con la Lega, un partito che molti accusano di razzismo e xenofobia.

Di fatto, la notizia dell’elezione del signor Iwobi ha riscosso molt

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
I meccanismi e le regole implicite della comunicazione elettronica stanno ormai colonizzando ogni aspetto della nostra vita. Con effetti decisamente paradossali, a volte…

Emoji e comunicazione politica

14 March 2018

Alle elezioni parlamentari dello scorso 4 marzo, Marco Minniti, ministro dell’Interno nel governo di centrosinistra guidato dal premier uscente Paolo Gentiloni, si era presentato come candidato alla Camera nel collegio uninominale di Pesaro e Urbino, nella regione delle Marche. Una regione che, storicamente, insieme alla Toscana, all’Emilia-Romagna e all’Umbria, è sempre stata un feudo sicuro dei partiti dell’area della sinistra. Eppure, domenica scorsa, a Pesaro, Minniti ha subito una cocente sconfitta. Tutto questo, nonostante la sua popolarità personale e una campagna elettorale ben congegnata, con tanto di cene con gli elettori nei ristoranti della zona, tra pizze, selfie e applausi.

Tutto inutile, a quanto pare. Nel confronto elettorale, Minniti è arrivato soltanto terzo, con il 27,89% dei voti. Il vincitore è stato Andrea Cecconi, un esponente del Movimento 5 Stelle, con il 34,8% d

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.