Portogallo, gli elettori premiano António Costa
Una conferma. O, se vogliamo prendere in prestito le parole del protagonista di questa storia, “un voto per la continuità”. È così che il primo ministro portoghese António Costa ha definito la vittoria ottenuta dal suo partito —il Partito socialista— alle elezioni legislative della scorsa domenica. 36,6% dei voti, ovvero 106 dei 230 seggi che compongono il Parlamento. I socialisti si fermano a 10 seggi dalla maggioranza assoluta, ma conquistano comunque un ottimo risultato, con un oggettivo miglioramento rispetto agli 86 seggi da loro ottenuti nel 2015.
All’epoca, Costa aveva scartato l’ipotesi che poteva sembrare più ovvia —un’alleanza di governo con il Partito socialdemocratico, di centrodestra— e aveva sorpreso tutti, scegliendo un accordo con due partiti della sinistra radicale: il Bloco de Esquerda e il Partito comunista. Non un’alleanza formale, ma un accordo politico, una sorta di
Carola Rachete al Parlamento europeo
Il suo è stato un intervento severo, sferzante. Con precisione —e con un’evidente espressione di sdegno dipinta sul viso—, Carola Rackete ha ripercorso gli eventi che, l’estate scorsa, l’hanno resa, suo malgrado, famosa. Quei drammatici 17 giorni in mare, davanti a Lampedusa, ad attendere, invano, che il governo italiano, nella persona del ministro dell’Interno Matteo Salvini, le concedesse il permesso di entrare nel porto dell’isola.
Dov’era l’Europa lo scorso giugno, quando la Sea-Watch 3 —con a bordo un gruppo di migranti salvati nel Mediterraneo e bloccata in mare dal governo italiano— chiedeva disperatamente aiuto, attraverso i canali mediatici e diplomatici?
Carola ha rivolto questa domanda alla Commissione per le libertà civili dell’Europarlamento lo scorso 3 ottobre, una data che ha coinciso con un macabro anniversario. Sei anni fa, la mattina del 3 ottobre, le acque del Mediterr
La nemica del popolo
Lo scorso mese di marzo, mi trovavo nel centro di Roma per lavoro. Chi mi conosce sa quanto io ami andare a teatro. E così, un giorno, un’amica mi ha fatto una sorpresa. “Questo è per te”, mi ha detto, porgendomi un cartoncino rettangolare. “Lo spettacolo è questa sera, ma io ho un altro impegno. Ti regalo il mio biglietto”.
Quella sera, alle 8, ero in fila davanti al Teatro Argentina, pronta a vedere la prima di uno dei capolavori del teatro sociale di Henrik Ibsen: Un nemico del popolo.
L’opera fu scritta dal drammaturgo norvegese nel 1882, ma il suo messaggio è rilevante oggi come 137 anni fa. Al centro della storia, che si svolge in una piccola città costiera della Norvegia meridionale, c’è un conflitto tra due fratelli. Un confronto tra due opposte visioni del mondo.
Il dottor Tomas Stockmann ha scoperto che le acque dello stabilimento termale locale, pubblico orgoglio e grande fonte
Lega, un parlamentare indagato per vilipendio al capo dello Stato
Politicamente, l’Italia funziona sulla base di un sistema parlamentare. Il
potere esecutivo si concentra nel governo, costituito da un presidente del Consiglio e da un gruppo di ministri. A differenza, ad esempio, della Francia, nel nostro paese il presidente della Repubblica occupa un ruolo che potremmo definire più… defilato. Defilato, certo, ma non per questo meno complesso. O meno importante.
Il nostro presidente della Repubblica —eletto dal Parlamento ogni sette anni— rappresenta l’unità nazionale ed è il supremo garante del rispetto della Costituzione. Ma non solo. In Italia, il capo dello Stato svolge anche un difficile ruolo di indirizzo politico, nonché un insieme di funzioni in ambito legislativo, esecutivo e giudiziario. Promulga le leggi e ha la facoltà di rinviare un atto legislativo alle Camere, nomina una serie di importanti cariche istituzionali e presiede il Consiglio sup
Giacomo Puccini a Los Angeles
L’amore per la musica l’ha aiutata ad andare avanti nei momenti più difficili. E ora, con ogni probabilità, la musica sarà la chiave che darà una svolta positiva alla sua vita.
La mattina di venerdì 27 settembre sul profilo Facebook del Los Angeles Police Department appariva un filmato, accompagnato da una breve riflessione: 4 milioni di persone vivono a Los Angeles. 4 milioni di storie. 4 milioni di voci. A volte, basta fermarsi ad ascoltare una di quelle voci, per sentire qualcosa di meraviglioso.
Nel video si poteva vedere una scena filmata su una piattaforma deserta della metropolitana. Una scena notturna, probabilmente. Una donna —il braccio destro elegantemente appoggiato a un carrello coperto da un telo bianco e azzurro, l’altro piegato a sorreggere tre grandi borse di plastica— cantava, con una voce potente e dolcissima, la romanza O mio babbino caro, tratta da un’opera di Giacomo