Italia Viva, le radici di una scelta
La mattina di martedì 17 settembre il senatore Matteo Renzi —ex premier ed ex segretario del Partito Democratico (PD)— pubblicava sul suo profilo Facebook un post destinato a scuotere il panorama politico italiano.
Ho deciso di lasciare il PD e di costruire, insieme ad altri, una Casa nuova, per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico, penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l'Italia, ma non basta. C’è spazio per una politica diversa. Una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno. Io sorrido a tutti, e lascio le polemiche a chi sta nei palazzi. C’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo con lo zaino in spalla, passo dopo passo. La politica richiede proposte e coraggio. Noi ci siamo. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo, soprattutto, idee e sogni per l’Italia di domani.
Metamorfosi costante
Quattordici mesi al governo con la Lega di Matteo Salvini, un partito decisamente di destra, orgogliosamente nazionalista e bellicosamente euroscettico. Poi, nel cuore dell’estate 2019, una crisi di governo. Una crisi avviata da Salvini nel bel mezzo di un beach tour che assomiglia tanto a una campagna elettorale. E Salvini, di fatto, a partire dall’8 agosto, chiede a gran voce nuove elezioni, forte dei sondaggi sulle intenzioni di voto, che lo danno al 38%.
Ma le cose, invece, vanno diversamente. Grazie all’intervento del senatore Matteo Renzi e di Beppe Grillo, comico televisivo e fondatore del Movimento 5 Stelle, si fa strada una nuova possibilità: l’ipotesi di un’alleanza di governo tra pentastellati e Partito Democratico, voce del centrosinistra europeista e progressista. Dal punto di vista costituzionale, è uno scenario perfettamente legale. Anche i numeri ci sono: alle elezioni par
Crisi climatica, verso un futuro responsabile?
Lo scorso lunedì 23 settembre, al palazzo dell'ONU di New York, ha avuto inizio il Climate Action Summit, un’assemblea immensa, composta da un’infinità di diplomatici, esperti, capi di stato e di governo. Eppure lei, Greta Thunberg, una ragazza di 16 anni, li ha eclissati tutti. Con le sue parole critiche, drammatiche. Con le sue lacrime di rabbia.
“Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote. Ci troviamo all’inizio di un processo di estinzione di massa. Ma voi parlate solo di soldi e di
favole su un’eterna crescita economica. Come osate?”, ha detto Greta rivolta alla platea. E, più in generale, ai potenti della Terra.
Parole che fanno eco a quelle, altrettanto dure, pronunciate da Greta, sempre a New York, allo sciopero mondiale per il clima dello scorso venerdì 20 settembre.
“Non siamo scesi in piazza per dare ai politici la possibilità di farsi un selfie co
Tensione tra Italia e Croazia per una statua dedicata a Gabriele D’Annunzio
Scrittore, poeta, esteta, politico e patriota focoso. Amante delle donne più belle e famose del suo tempo, come l’attrice Eleonora Duse e l’eccentrica marchesa Luisa Casati. Con la sua personalità esuberante e complessa, Gabriele D’Annunzio non era certo un uomo abituato a passare inosservato. Ma chi avrebbe potuto immaginare che ora, a più di 80 anni dalla sua morte, ‘il Vate d’Italia’ potesse finire al centro di una crisi diplomatica tra Italia e Croazia?
Proprio così. Una crisi diplomatica. Ma cominciamo dall’inizio. Dalla cronaca dei fatti.
Giovedì 12 settembre, è stata inaugurata a Trieste, nella centralissima piazza della Borsa, una scultura in bronzo raffigurante Gabriele D’Annunzio. Il Vate è ritratto nell’atto di leggere un libro. Siede su una panchina di pietra a gambe accavallate, elegantissimo in completo, cravatta e fiore all’occhiello.
Il problema è che D’Annunzio è sempre
Michelangelo high-tech
Qualche tempo fa, un amico mi raccontava di aver fatto più di un’ora di fila, al Louvre di Parigi, per poter ammirare da vicino la Gioconda. “Certo, è un sacrificio, ma immagino che ne sia valsa la pena”, era stato il mio commento.
Mi sbagliavo, naturalmente. A quanto pare, il livello di affollamento davanti al celebre dipinto di Leonardo da Vinci assomiglia a quello di un autobus all’ora di punta. Contemplare l’opera con calma, seguendo il proprio ritmo interiore? Un sogno inarrivabile. Nella realtà, è possibile ammirare il quadro solo per un minuto, due al massimo. Poi, per chi si attarda, arriva la voce del custode di turno. Un ordine espresso in tono fermo (e persino un po’ annoiato). Muoversi, per cortesia! Muoversi. Avanti il prossimo. E così via, ora dopo ora, per tutto l’orario di apertura del museo, giorno dopo giorno.
Data la situazione, allora, meglio ammirare l’opera sulle pag