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4 November 2020

Episode #260

28 October 2020

Episode #259

21 October 2020

Episode #258

14 October 2020

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7 October 2020

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Episode #254

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Episode #253

9 September 2020

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 7 ottobre 2020. Io sono Chiara, di nuovo insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale. Cominciamo con quello che sembra essere l’ultimo colpo di scena della campagna presidenziale statunitense: la notizia della positività al coronavirus di Donald Trump. Lo scorso lunedì, dopo qualche giorno in ospedale, il presidente è stato dimesso. E ha trasformato il suo rientro alla Casa Bianca in un evento elettorale.

Nuovo colpo di scena nella campagna elettorale statunitense

7 October 2020
Nuovo colpo di scena nella campagna elettorale statunitense
Michael Candelori / Shutterstock.com

Del turbine di immagini, dati, ipotesi e commenti che ci ha travolto da quando Donald Trump ha annunciato con un tweet di essere, insieme alla moglie Melania, positivo al coronavirus, due cose mi hanno colpito in modo particolare.

La prima è una fotografia, pubblicata sul New York Times lo scorso 3 ottobre. Sostenitori del presidente Trump pregano per la sua salute a una manifestazione a Staten Island, recita la didascalia che accompagna la foto. Nell’immagine, vediamo una gran folla e, in primo piano, tre donne, disposte in una sorta di formazione a triangolo. La più vicina a noi è una signora bionda, con una giacca sportiva stampata a stelle e strisce. Prega, affranta, con le mani giunte davanti al viso, sprovvisto di mascherina chirurgica. Anche le altre due donne del triangolo pregano. Quella che si trova alla destra della signora in primo piano guarda tristemente verso il basso e ap

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E dalle avventure di Donald Trump, passiamo alle teorie di Boris Johnson sul coronavirus.

Italiani, un popolo disciplinato?

7 October 2020
Italiani, un popolo disciplinato?
Daniele COSSU / Shutterstock.com

È possibile che il motivo per cui la Germania e l’Italia hanno una percentuale di contagi da Covid-19 molto più bassa della nostra possa derivare dal fatto che questi due paesi hanno sviluppato, a livello locale, un sistema pubblico di test e tracciamento dei contagi in grado di funzionare davvero?

È mercoledì 23 settembre, e siamo alla Camera dei Comuni, la camera bassa del Parlamento britannico. A parlare è Ben Bradshaw, politico del Partito laburista ed ex reporter di BBC Radio, e la domanda che vi ho citato è rivolta al primo ministro, Boris Johnson.

Il premier, forse preso alla sprovvista, di certo infastidito dalla domanda del collega, risponde prontamente. “No, non credo”, dice, alzandosi in piedi e difendendo in modo vago l’efficienza del sistema britannico di analisi e tracciamento dei contagi da coronavirus.

Poi, come illuminato da un pensiero improvviso e sollevando l’indice de

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La serietà del nostro paese è stata recentemente elogiata dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Coronavirus, l’OMS loda l’Italia

7 October 2020
Coronavirus, l’OMS loda l’Italia
Paolo Bona / Shutterstock.com

Noi italiani l’abbiamo accolto come una gradita sorpresa. Un omaggio inaspettato. Lo scorso 25 settembre, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha postato sul suo profilo Twitter un video che loda il modo in cui il nostro paese ha reagito, in questi mesi, alla pandemia del Covid-19.

Il video comincia con un’immagine del Colosseo. Poi passa veloce a una scena drammatica, risalente alla primavera scorsa. Un’ambulanza avanza tra le case di quello che, a giudicare dall’architettura, sembra un paesino del Nord Italia. La porta dell’ambulanza si apre: vediamo un gruppo di paramedici affannarsi intorno a un malato in barella. “Un giorno ci siamo svegliatinel bel mezzo di un incubo: l’epidemia era tra noi, dovevamo reagire. Ed è quello che abbiamo fatto. Non ci siamo arresi”, racconta Flavia Riccardo, epidemiologa e ricercatrice presso il Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superi

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Di certo, questo ‘viaggio’, ha insegnato a milioni di donne ad apprezzare la comodità delle scarpe basse

Tacchi alti e smart working, una relazione difficile

7 October 2020
Tacchi alti e smart working, una relazione difficile

Una fotografia del secolo scorso. Tre ragazze in posa plastica sullo schienale di una panchina, avvolte nella luce d’oro di un tardo pomeriggio di mezza estate. Tre ragazze: due bionde (tinte) e una mora (naturale). Crop top, jeans attillati, trucco impeccabile. Una sigaretta (spenta) tra le dita, a dare un tocco blasé alla scena. Ai piedi, tacchi a spillo. Neri.

Ricordo perfettamente la prima volta che indossai un paio di scarpe col tacco alto. Avevo diciassette anni. E le scarpe, in realtà, non erano mie. Me le aveva prestate, insieme alla sigaretta, la mia amica Sveva.

Un’emozione nuova, una leggera vertigine, indossare quelle scarpe. I primi passi incerti, traballanti. Poi, la sicurezza, conquistata un metro dopo l’altro. L’euforia. Il brivido del potere. Il privilegio di osservare il mondo dall’alto di quegli otto o dieci centimetri in più. Una piccola rivoluzione interiore.

Quella pi

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Una donna che ama la comodità delle scarpe da ginnastica, ma che, allo stesso tempo, non rinuncia al glamour di un bel paio scarpe col tacco è Speranza Scappucci, celebre pianista e direttore d’orchestra.

Speranza Scappucci, pianista e direttore d’orchestra

7 October 2020
Speranza Scappucci, pianista e direttore d’orchestra

Eyeliner nero a incorniciare due occhi color miele, una cascata ribelle di ricci ramati e un sorriso che ricorda quello delle madonne rinascimentali. Nella mano destra, una bacchetta, simbolo della sua professione. Speranza Scappucci, una delle poche donne al mondo a ricoprire il ruolo di direttore d’orchestra, ci osserva così dalle pagine del quotidiano francese Le Monde, che lo scorso 24 settembre le ha dedicato un lungo articolo.

Speranza si trova in questi giorni a Tolosa, dove, fino all’11 ottobre, sarà impegnata a dirigere, nel celebre Théâtre du Capitole, Così fan tutte, un’opera lirica scritta, sul finire del ‘700, dal compositore e musicista austriaco Wolfgang Amadeus Mozart. Un progetto che, in quest’anno difficile, segnato da un’infinità di appuntamenti cancellati o rimandati, sembra quasi un regalo del cielo. A giugno, infatti, Speranza avrebbe dovuto debuttare all’Opéra di Pa

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