Alla fine dello scorso mese di febbraio, i leader dei 27 paesi membri dell’Unione europea, riuniti in videoconferenza, hanno provato a delineare insieme i prossimi passi da compiere nella lotta al Covid. Si è parlato, in primo luogo, della necessità di accelerare il processo di vaccinazione collettiva, condizione essenziale per immaginare un ritorno alla normalità. Non un obiettivo facile, al momento. Poi, poco a poco, un altro argomento ha cominciato a farsi strada nella conversazione in corso tra i leader: la possibilità di offrire ai cittadini un ‘passaporto di immunità’.
Una novità, questa, che, al di là di innegabili vantaggi logistici, suscita gravi perplessità di tipo etico. Nel futuro prossimo, come nella trama di un racconto fantascientifico, il mondo sarà diviso in due immense categorie, vaccinati e non vaccinati? Il problema si presenta a livello sociale, in primo luogo. Come
La mattina del 3 ottobre 2013, si consumava un’immane tragedia nelle acque del Mediterraneo centrale, non lontano dalla piccola isola italiana di Lampedusa: un peschereccio lungo circa 20 metri, salpato dalla Libia due giorni prima con a bordo oltre 500 migranti di origine eritrea ed etiope, colava a picco, dopo aver girato su se stesso tre volte. Nei racconti dei superstiti del naufragio ci sarà un’immagine ricorrente: il brillio delle luci del porto di Lampedusa. Così vicine…
Un anno e mezzo dopo, nella notte del 18 aprile 2015, un peschereccio eritreo, anch’esso colmo di migranti, si inabissava, a cento chilometri dalle coste della Libia, e a duecento da quelle italiane. Il naufragio, che passerà alla storia come la ‘tragedia nel Canale di Sicilia’, sarà una delle più gravi sciagure marittime avvenute nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. La cosa forse più agghiacciante, in ques
La notizia, clamorosa, è scoppiata come una bomba giovedì 4 marzo, poco dopo le quattro del pomeriggio. Con un post sul suo profilo Facebook, Nicola Zingaretti annunciava, a sorpresa, la sua intenzione di dimettersi dal ruolo di segretario del Partito Democratico. Zingaretti era stato eletto segretario nel marzo del 2019, con il 66% dei voti, e il suo mandato non sarebbe scaduto prima del 2023. Che cosa lo spingeva, allora, in un anonimo pomeriggio di marzo, a concludere improvvisamente questo capitolo della sua vita?
Nel suo messaggio — uno sfogo sconsolato — Zingaretti criticava il clima imperante nel PD, avvelenato da egoismi personali e rivalità sterili, “impantanato per mesi in una guerriglia quotidiana” mentre “in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid e c’è la necessità di ricostruire una speranza, soprattutto per le nuove generazioni”.
Come vi dicevo, l’annuncio delle dim
Nella vita di ognuno di noi c’è un anno speciale. Un anno che rappresenta un momento decisivo, un punto di svolta esistenziale. Per Matilda De Angelis, l’attrice su cui scommette oggi il cinema italiano, quel momento è arrivato presto. Nel 2014, lo stesso anno in cui si diplomava al liceo scientifico, a Bologna, Matilda pubblicava, con la band Rumba de Bodas, l’album Karnaval Fou, travolgente miscela di swing e atmosfere sonore balcaniche. Vedendola ballare e cantare nel video di Sweet Crazy Sunshine, il pezzo forte dell’album, si nota in lei una raffinata padronanza scenica e un perfetto controllo vocale. Nonostante la sua giovane età, infatti, Matilda non era una neofita: si era avvicinata alla musica a undici anni, studiando chitarra e violino.
Sempre nel 2014, mentre è impegnata in un vortice di concerti in tutta Europa, Matilda segue il consiglio di un amico, e si presenta a un prov
Basta osservarla per pochi secondi per indovinare che la Casa dei Tre Oci — splendido palazzo neogotico veneziano — ha avuto origine nella mente di un artista. Una facciata di mattoni animata da un motivo geometrico bicolore, tre grandi finestre a sesto acuto, una bifora che sembra fondersi nel cielo. Il pittore e architetto bolognese Mario de Maria, l’artista che Gabriele D’Annunzio aveva soprannominato “il pittore delle lune”, amava Venezia al punto da volersi trasferire in città, con la moglie Emilia e il figlio Astolfo. Saggiamente, aveva scelto la Giudecca, un’isola dall’atmosfera tranquilla, ricca di orti e giardini.
Con la morte di Astolfo, ultimo vero erede della famiglia, la Casa dei Tre Oci è passata spesso di mano, rimanendo, però, sempre legata al mondo dell’arte e della cultura. Mostre fotografiche, conferenze, seminari, incontri e collaborazioni. Ricordo, di fatto, di averl