Giovedì 24 marzo, Bruxelles è stata la sede di tre importanti vertici internazionali sulla guerra in Ucraina: quello della NATO, quello del G7 e poi quello del Consiglio europeo. I capi di Stato e di governo si sono incontrati per discutere delle misure di deterrenza da adottare contro la Russia, dell’eventuale escalation del conflitto sul piano nucleare e di come fronteggiare l’attuale crisi energetica e delle materie prime. Ma soprattutto, i tre summit hanno voluto sottolineare la solidità e la fermezza dell’alleanza delle democrazie mondiali contro i progetti imperialistici di Vladimir Putin.
A tutti questi incontri ha preso parte il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha poi proseguito il suo viaggio europeo, diretto a Rzeszow, in Polonia, a circa cento chilometri dal confine con l’Ucraina. Rzeszow è luogo importante in quanto svolge la duplice funzione di centro di smistame
La scorsa settimana, molte bambine e ragazze afghane sarebbero dovute tornare a scuola, dopo una lunga pausa. Da quando, lo scorso mese di agosto, il regime talebano è tornato al potere nel paese asiatico, le scuole secondarie femminili hanno dovuto interrompere ogni normale attività didattica. Le autorità talebane avevano poi annunciato una ripresa delle lezioni, fissata per il mese di marzo. Ma il tanto atteso ritorno sui banchi di scuola non c’è stato, a causa dell’improvviso ripensamento del governo rispetto a quanto stabilito in precedenza.
Dopo mesi di pressioni dalla comunità internazionale, che chiedeva a gran voce ai talebani di offrire alle donne accesso a un ciclo didattico completo, alcune settimane fa, il ministero dell’Istruzione dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan aveva comunicato la riapertura di tutte le scuole del Paese, comprese quelle femminili rimaste chiuse, fiss
Martedì 22 marzo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tenuto un discorso in videoconferenza al Parlamento italiano, riunito presso l’Aula di Palazzo Montecitorio a Roma. Nel suo intervento, durato circa 12 minuti, Zelensky ha parlato con lo scopo di sensibilizzare gli italiani a impegnarsi con maggiore determinazione nel fornire supporto all’Ucraina assediata dalle forze dell’esercito russo.
Zelensky ha iniziato il suo intervento ricordando i civili ucraini costretti ad abbracciare le armi per difendere il loro Paese, la sofferenza dei bambini vittime dei combattimenti e la tragica situazione che vive, da settimane, il porto di Mariupol, una delle città più martoriate dalla guerra. “È grande quanto Genova, e ora è un cumulo di macerie”, ha detto il presidente Ucraino. Il paragone ha fatto calare tra i parlamentari un silenzio carico di angoscia.
Zelensky ha anche affrontato il tem
Sabato 12 marzo, la ministra italiana dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ha invitato i vertici di tutti gli atenei del nostro Paese a sospendere, per ragioni di sicurezza, le collaborazioni accademiche in corso con la Federazione Russia.
In particolare, la ministra ha specificato la necessità di interrompere progetti di ricerca, scienza e innovazione che comportano il trasferimento a entità russe di tecnologie altamente sensibili, come il calcolo quantistico o la ricerca aerospaziale. Infine, la ministra ha chiesto sia il congelamento dei pagamenti per i contratti già in essere con enti e organizzazioni russe che lo stop alle attività di mobilità in presenza per docenti, ricercatori e studenti provenienti dalla Federazione russa.
Le collaborazioni scientifiche tra la Russia e l’Italia sono molte e la decisione del ministero dell’Università, se dovesse restare tale a l
Giovedì 17 marzo, il ministro italiano della Cultura Dario Franceschini ha annunciato che il nostro governo aiuterà a ricostruire il teatro della città ucraina di Mariupol, gravemente danneggiato durante un bombardamento aereo lanciato dalle forze aeronautiche della Russia. “Il Consiglio dei Ministri”, ha scritto su Twitter Franceschini, “ha approvato una proposta volta a offrire all’Ucraina mezzi e risorse per riedificare il teatro appena possibile”.
La città portuale di Mariupol, nel sud-est dell’Ucraina, è sotto assedio da settimane ed è quella in cui si sta svolgendo la battaglia più dura e violenta da quando, a febbraio, l’esercito russo ha invaso il Paese. I combattimenti sono stati molto feroci e indiscriminati. Le bombe hanno raso al suolo interi quartieri, colpendo diversi edifici di grande rilevanza per la città dal punto di vista strategico e simbolico. Tra questi figura il pre