Giovedì scorso i membri del Congresso degli Stati Uniti hanno interrogato per cinque ore, e con domande piuttosto insistenti, Shou Zi Chew, il 40enne amministratore delegato di TikTok. Nel corso dell’udienza, sono stati affrontati temi diversi, come la preoccupazione del Congresso che il social network, di proprietà dell’azienda cinese ByteDance, possa essere uno strumento del governo cinese per raccogliere dati sugli americani, da usare in eventuali operazioni di spionaggio.
TikTok è al centro di una bufera internazionale. In questi ultimi anni, è diventato uno dei social network più scaricati e popolari al mondo, con più di un miliardo di utenti attivi, di cui molti in Europa e negli Stati Uniti. È l’unica piattaforma davvero diffusa in Occidente che appartiene a un’azienda cinese e, dato che la Cina è vista dagli Stati Uniti (e pure dall’Unione europea) come un paese ostile, autoritari
“È l’amore che crea una famiglia”. La scritta campeggia sulla schiena di una bambina a cavalluccio sulle spalle di suo padre. Avrà circa tre anni, le manine si aggrappano al mento dell’uomo, la testa inclinata. È la foto che mi ha commosso di più tra quelle pubblicate dai giornali italiani il 19 marzo. Nella sua semplice, ordinaria, dolcezza, questa immagine racconta lo spirito che ha portato diecimila persone a manifestare davanti al comune di Milano. La protesta è stata convocata dopo che il governo di Giorgia Meloni ha ordinato ai sindaci di smettere di firmare certificati di nascita ai figli di coppie omosessuali, riportando sul documento i nomi di entrambe le madri o di entrambi i padri.
In Italia, non esiste una norma che riconosca il legame di parentela nelle famiglie omogenitoriali, cioè con genitori dello stesso sesso. La legislazione vigente si basa su un’altra norma, quella che
In luglio, a Bologna, fa un caldo infernale. Io lo so bene: è lì che ho trascorso molti anni della mia vita, imparando che la politica è fatta di partecipazione, e che la comunità è sempre più forte dell’individuo. Sono nozioni che tra i portici infiniti del capoluogo emiliano ti entrano sotto pelle fin da ragazzo, come il sapore dei tortellini.
Anche il 21 luglio del 2022 faceva un caldo impossibile. Quel giorno, il sindaco Matteo Lepore e la vicesindaca Emily Clancy hanno consegnato la più importante onorificenza della città, la Turrita di bronzo, a Lucy Salani, unica persona transessuale italiana sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti. Le motivazioni dicevano: “con questo premio Bologna si augura di essere sempre come la sua cittadina Lucy: città libera, resistente ai soprusi e alle ingiustizie, custode di memorie, accogliente e plurale”. Quella donna incurvata dall’età era
Di Ultima Generazione abbiamo parlato già diverse volte nel corso del nostro programma. Si tratta di un gruppo di attivisti che protestano contro l’inerzia di governi e organismi internazionali di fronte all’emergenza climatica. La via da loro scelta per attirare l’attenzione sul tema è quella della disobbedienza civile, con azioni di grande effetto mediatico, ma di controversa lettura da parte dell’opinione pubblica: bloccano il traffico, lanciano zuppe su famose opere d’arte, imbrattano le facciate dei palazzi del potere. Ultima Generazione esiste in tutta Europa ed è presente anche in Italia, con un centinaio di attivisti, uomini e donne di diverse età e classe sociale.
Il suo blitz più recente era stato programmato con ingredienti già visti: due attivisti e due estintori carichi di vernice lavabile colorata.
L’obiettivo? Dopo aver imbrattato la sede del Senato, a Roma, e una famosa sc
Alzi la mano chi, al termine di un soggiorno a New York, non ha portato con sé una tazza, una maglietta o almeno una calamita per il frigo con l'inconfondibile logo “I ❤️ NY”. Quando viaggio, non sono un brava selezionattrice di souvenir. Il più delle volte, a poche ore dal volo di ritorno, mi ritrovo con molta fretta e zero idee. Non ho alternative a quel punto: mi restano solo i duty free dell’aeroporto. Al JFK di New York ho fatto più volte incetta di ricordini con la canonica dichiarazione d’amore per la città. Le tazze per i colleghi, il cappellino per le nipoti, il guantone da forno per l’amico appassionato di cucina. Quale richiamo alla “Grande mela” può essere più immediato?
Se è vero che ho regalato molti oggetti con quello slogan, è anche vero che ricordo perfettamente la prima volta che ne ho ricevuto uno io. Era il 1986, mio padre era stato a New York per lavoro. Per me e mio