“Sorpresa PD, vince Schlein”, il Corriere della Sera. “Una sorpresa di nome Elly”, La Repubblica. “Schlein a valanga, il PD volta pagina”, La Stampa. Ecco i titoli dei principali quotidiani italiani lunedì 27 febbraio, il giorno dopo le primarie con cui il Partito Democratico ha scelto un nuovo leader. Anzi, una nuova leader. Eh, sì, perché, se da settembre l’Italia ha la prima presidente del governo donna, Giorgia Meloni, da ieri, è donna anche la prima segretaria del più grande partito del centrosinistra: Elly Schlein.
Giorgia Meloni nei comizi urlava: “Sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana” e oggi si fa chiamare il presidente del Consiglio. Schlein le fa il verso, dicendo: “Sono una donna, amo un’altra donna e non sono una madre. Non per questo sono meno donna”.
Parole che raccontano molto della novità di questa giovane militante di sinistra, che si è iscritta al
Lunedì scorso, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, Roma ha salutato un suo famoso cittadino, tra applausi e lacrime. Il 24 febbraio se ne è andato, a 84 anni, il giornalista, conduttore e autore televisivo, scrittore, sceneggiatore Maurizio Costanzo. Per gli italiani, Costanzo rappresentava una sorta di monumento della TV, in onda dagli anni Settanta con le sue domande irriverenti, i baffi scuri, l'immancabile completo blu. Mia madre lo chiamava “l’Hercule Poirot” della TV italiana, per i suoi occhietti indagatori e la mania di toccarsi i baffi.
Nato a Roma nel 1938, Costanzo era cresciuto con il sogno di diventare giornalista. Figlio di un impiegato ministeriale e di una casalinga, a 18 anni divenne cronista del quotidiano Paese Sera. A soli 22 anni, fu nominato caporedattore del settimanale femminile Grazia.
Più tardi, esordì come autore radiofonico. Nel 1966, firmò, insie
Se in Italia dite ‘Albertone’, per tutti è chiaro a chi vi riferite: Alberto Sordi, la maschera della commedia all’italiana, quella de La grande guerra di Mario Monicelli o de I vitelloni di Federico Fellini. Un realismo in cui lacrime e sorrisi affiorano insieme, e le risate non sono mai frivole, perché, come esclama Sordi ne Il marchese del Grillo, “Quanno se scherza, bisogna èsse' seri!”, ossia: “Quando si scherza, bisogna essere seri!”.
Il 24 febbraio 2003, lo ricordo come fosse ieri. Sul mio cellulare cominciarono a rimbalzare messaggi e telefonate con la notizia della sua morte. Ricordo un nodo alla gola, un misto di sconcerto e tristezza, il dispiacere che provi quando se ne va un caro amico e, insieme, la sensazione di un’epoca che si chiude. Ricordo la città a lutto, piena di cartelloni con il volto di Alberto Sordi e la scritta: “Roma tua ti saluta”.
Poi, il giorno del funerale.
Avete presente La fabbrica di cioccolato, il romanzo scritto da Roald Dahl? Lo avrete letto da bambini, o forse lo avete sfogliato per accompagnare al sonno figli o nipoti. Ebbene, se prendete in mano l’edizione inglese più recente, potreste non riconoscere molti dettagli. Il dispettoso Augustus Gloop, prima descritto come un ragazzino “enormemente grasso”, ora è solo “enorme”. Un Umpa Lumpa non è più un “piccolo uomo”, ma una “piccola persona”, alla quale ci si riferisce con il pronome di genere neutro them. E ancora: chi aveva bisogno “di una buona sculacciata”, ora se la cava con “un bel discorsetto”.
L’editore britannico Puffin Books ha introdotto un centinaio di piccole modifiche nell'ultima edizione dei romanzi di Roald Dahl, cambiando il linguaggio relativo ad aspetto fisico, violenza, genere e razza, secondo una sensibilità nuova, più rispettosa delle minoranze e delle differenze.
“Eccoci a un nuovo episodio delle cose che non servono a niente e che costano un occhio della testa”. Comincia così il video con cui una giovane ragazza statunitense, con il nickname di Michelleskidelsky, demolisce con ironia e buon senso alcuni dei prodotti più pubblicizzati su TikTok.
Questo social network, come Instagram, è pieno di persone che consigliano di comprare cose più o meno costose che “cambieranno la nostra vita”. Sono i cosiddetti influencer, uomini e donne popolari sui social, che decantano le lodi dei prodotti che usano. Scarpe, creme per il viso, abiti, passeggini. Ce ne sono per ogni aspetto della vita. Basta passare una mezz'oretta al giorno scorrendo tra video e foto, per essere bersagliati da facce sorridenti che consigliano la beauty routine che farà perdere 10 anni di rughe e stress, oppure la tazza termica che si adatta al portabevande della nostra macchina, e che