Terzo e ultimo dibattito TV Clinton-Trump, tra accuse e colpi di scena
Mercoledì 19 ottobre, l’Università di Las Vegas ha ospitato l’ultimo duello pre-elettorale tra Hillary Clinton e Donald Trump. Un dibattito che si è rivelato più sommesso, meno spettacolare e, soprattutto, molto più incentrato sulle ricette politiche proposte dai due candidati.
Lo strano ruolo di Julian Assange nella campagna elettorale americana
Un flusso costante di comunicazioni e-mail “compromettenti”, esposte al foro impietoso dell’opinione pubblica. Documenti sottratti alle caselle postali di Hillary Clinton e della sua squadra di collaboratori e pubblicati da WikiLeaks. Messaggi e commenti messi alla gogna mediatica. Spesso nella forma di frammenti senza contesto. Lo stillicidio è andato avanti per settimane, poi, lo scorso 18 ottobre, l’ambasciata dell’Ecuador a Londra — che dal 2012 ospita il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange — ha optato per una decisione drastica: ha disattivato la connessione wifi del suo irrequieto ospite.
A indurre il ministero degli Esteri ecuadoriano a prendere una decisione così estrema deve essere stata, in primo luogo, una sana dose di pragmatismo. È probabile che Quito, osservando il panorama dipinto dai sondaggi elettorali, abbia scommesso sulla vittoria di Clinton e abbia quindi decis
Visita diplomatica italiana alla Casa Bianca, propaganda elettorale o manifesto culturale?
Lo scorso 18 ottobre, Barack Obama ha accolto il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi alla Casa Bianca, un incontro che ha fatto da preludio all’ultima cena di Stato organizzata da Obama in qualità di presidente. Sul tavolo dell’incontro c’era un piatto sostanzioso: cambiamento climatico, immigrazione, terrorismo e sicurezza, crescita economica. E il ruolo futuro dell’Europa.
In vista dell’incontro, Obama ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Repubblica, invitando l’UE a cambiare approccio nel campo della politica economica. “Credo che le misure di austerità abbiano contribuito al rallentamento della crescita in Europa”, ha detto Obama, che sembra vedere nella fede europeista del premier italiano una forza di stabilizzazione in un continente sempre più scosso dalle correnti centrifughe dei populismi.
E da Obama è arrivato inoltre un esplicito endorsement alle posiz
Nello spirito dell’economia della condivisione, trionfano anche in Italia gli spazi di coworking
A dieci anni dalla loro prima comparsa — avvenuta a San Francisco nel 2005 — gli spazi di coworking si stanno diffondendo anche in Italia, alimentando un sensibile cambiamento culturale. In città come Roma e Milano, se ne contano già varie decine.
Un fenomeno, quello del moltiplicarsi degli spazi di coworking, che si riflette anche nel crescente numero di conferenze e tavole rotonde dedicate all’argomento. Come “Espresso Coworking”, una rassegna di incontri sul tema ormai alla quinta edizione, che, dopo aver toccato Alessandria, Roma, Firenze e Milano negli anni passati, quest’anno — dal 30 settembre al 1° ottobre — ha avuto come teatro la splendida cornice medievale di Montepulciano, in provincia di Siena.
Alla base del successo del coworking c’è un insieme di fattori economico-culturali.
Oltre ad offrire a giovani professionisti e start-up uno spazio per svolgere la propria at
La “grande bellezza” in pericolo
Qualche giorno fa, mi trovavo a Venezia, seduta a un tavolino di un caffè all’aperto con una coppia di amici canadesi. Era un soleggiato pomeriggio di ottobre e tutto intorno a noi sfilava, incessante, la folla vociante dei turisti. Osservando quella chiassosa invasione abbiamo commentato con amarezza la metamorfosi — o meglio, il declino — del paesaggio urbano di molte città d’arte italiane.
Dove un tempo palpitava un ricco tessuto socio-economico fatto di piccoli ristoranti e attività commerciali indipendenti, frutto della spontanea evoluzione storica, oggi sorgono rosticcerie senza infamia e senza lode, gelaterie “artigianali”, trattorie che offrono pesce congelato spacciato per fresco e negozi colmi di ninnoli e chincaglierie made in China.
Il declino è sotto gli occhi di tutti. I centri storici di molte tra le più belle città d’Italia sono ormai sfigurati, travolti da un’onda