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15 February 2017

Episode #66

8 February 2017

Episode #65

1 February 2017

Episode #64

25 January 2017

Episode #63

18 January 2017

Episode #62

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4 January 2017

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28 December 2016

Episode #59

21 December 2016

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Benvenuti a una nuova puntata del nostro programma, cari ascoltatori! Oggi è mercoledì 18 gennaio 2017. Io sono Chiara e, anche questa settimana, commenterò insieme a voi gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e mondiale. Oggi vorrei dedicare la nostra prima riflessione all’intervista rilasciata domenica scorsa dal presidente-eletto Donald Trump a due quotidiani europei. Un’intervista che è scesa come una doccia fredda su chi — nell’Europa continentale — sperava che Trump avrebbe ammorbidito toni e programmi con l’avvicinarsi della data del suo ingresso allo Studio Ovale. Un’intervista caratterizzata da un tono duplice, morbido e conciliante nei confronti del Regno Unito, ma bellicoso verso la Germania. Nella migliore tradizione del “divide et impera”.

La nuova ostilità di Washington verso l’Europa

18 January 2017

Vi dirò la verità. Dopo aver ascoltato qualche frammento dell’intervista rilasciata da Donald Trump, domenica 15 gennaio, a due quotidiani europei — il tedesco Bild e il britannico Sunday Times — e, soprattutto, dopo aver letto qualche commento sulla stampa europea, mi è venuta voglia di cambiare… pianeta.

L’intervista, in realtà, non aggiunge nulla di veramente inedito alle sparate alle quali Trump ci ha abituato nei mesi della campagna elettorale. Anche lo stile espressivo è lo stesso. Il solito linguaggio impulsivo — semplice e “schietto” — che tanto piace al suo pubblico, il solito saltare di palo in frasca tra “analisi” geopolitiche e commenti autoreferenziali.

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E a proposito della Brexit, cari ascoltatori, andiamo a vedere che cosa è successo ieri a Londra, dove il primo ministro Theresa May, dopo essere stata criticata a lungo per la sua indecisione — tanto da essere soprannominata “Theresa Maybe” sulla copertina dell’Economist — ha finalmente presentato un piano ufficiale per il divorzio del suo paese dall’Unione europea. Un piano che scandisce in 12 punti programmatici le priorità e gli obiettivi che il governo britannico si propone di raggiungere nei prossimi due anni di trattative con Bruxelles.

Hard Brexit e ambizioni globali per il nuovo Regno Unito

18 January 2017

Non c’è dubbio, Theresa May passerà alla storia per un suo famoso assioma: Brexit means Brexit. Un’affermazione difficile da confutare, soprattutto perché, fino alla mattina di martedì 17 gennaio, il governo britannico non aveva mai delineato un percorso concreto verso l’uscita dal blocco europeo.

Ma ora, sull’onda della promessa di un nuovo rapporto privilegiato con Washington, Londra si è fatta più spavalda, e annuncia di aver scelto il tortuoso cammino della “hard Brexit”.

E, infatti, eccola lì, Theresa May, completo blu e camicia bianca, davanti alla platea della Lancaster House, a pronunciare un discorso che finirà sui libri di storia. Sul leggio davanti a lei e sulla parete alle sue spalle, uno slogan dal sapore nostalgico: A Global Britain.

Secondo il Primo Ministro britannico è questo il messaggio del referendum dello scorso 23 giugno. Un voto “per il cambiamento, per us

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Ora, cari ascoltatori, andiamo al Parlamento europeo di Strasburgo, dove il Movimento 5 Stelle, una formazione politica italiana di stampo populista, sta vivendo un momento piuttosto difficile.

Schiaffo politico al Movimento 5 Stelle

18 January 2017

Lo dobbiamo ammettere, se gli fosse riuscito il colpo di far passare i suoi europarlamentari tra le fila del gruppo europeista Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE) — lasciandosi alle spalle, come un brutto ricordo, l’UKIP di Nigel Farage — Beppe Grillo avrebbe portato a casa un notevole successo d’immagine.

Invece, il sogno del leader del Movimento 5 Stelle si è infranto miseramente nel pomeriggio di lunedì 9 gennaio. Quel giorno, all’interno dell’ALDE, la corrente contraria all’ingresso dei pentastellati, con il passare delle ore, è cresciuta fino a raccogliere il 50% dei parlamentari del gruppo, costringendo il capogruppo Guy Verhofstadt a formalizzare il diniego. Ed ecco allora gli aspiranti transfughi costretti a bussare nuovamente alla porta dell’UKIP. E ad accettare le umilianti condizioni imposte da Farage per la loro riammissione.

Un’umiliazione che a

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Ora andiamo a Roma, dove il governo ha presentato un nuovo approccio verso l’immigrazione clandestina.

Immigrazione clandestina, una rottura con il passato?

18 January 2017

Secondo un recente rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’Italia è attualmente la via di accesso preferenziale per le masse di migranti che cercano di raggiungere l’Unione europea. Nel 2016 i nuovi arrivi in Italia sono stati 180.000, segnando un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. In realtà, per prendere atto dell’incremento negli arrivi, non c’è bisogno di analizzare dati ufficiali e statistiche: il fatto è evidente agli occhi di chiunque si trovi a camminare per le strade di qualsiasi città italiana.

L’agenzia dell’ONU legge il fenomeno come un effetto dell’accordo che l’Unione europea ha sottoscritto con la Turchia lo scorso marzo al fine di contenere i flussi migratori mediorientali. In base a questa lettura, il crollo degli arrivi sulla rotta greco-balcanica avrebbe spostato il baricentro delle dinamiche migratorie verso la rotta medite

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E per finire, cari ascoltatori, vorrei parlarvi di un fenomeno che affligge le scuole pubbliche italiane.

Studenti, i protagonisti dimenticati della scuola pubblica

18 January 2017

La mia amica Paola insegna ginnastica alle superiori. Dopo aver ballato per anni a ritmo di supplenze e contratti provvisori, qualche anno fa, ha vinto un concorso pubblico, conquistando una cattedra in un liceo milanese. Il coronamento di un sogno? Macché! A pochi mesi dal trasferimento, già diceva di voler "tornare a casa". Ovviamente, ora che ha ottenuto un posto presso una scuola della sua città, rimpiange gli spettacoli di danza classica alla Scala e le serate ai Navigli. Ma questa… è una storia che magari vi racconto un’altra volta.

Quello che voglio sottolineare oggi è il fatto che il percorso professionale della mia amica, in realtà, incarna alla perfezione uno dei gravi problemi — forse il più grave — che attualmente affliggono la scuola pubblica italiana.

Un problema che interessa 8 milioni di studenti e che, quest’anno, sembra essere davvero esploso. Sono infatti più di

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