Iniziamo la puntata di oggi con la notizia delle sanzioni dell’UE alla Russia per il caso Navalny.
Lunedì, i ministri degli Esteri dell’UE hanno imposto sanzioni contro quattro alti funzionari del governo russo. La decisione risponde alla detenzione di Alexei Navalny, un critico del Cremlino. Tutti e quattro i funzionari sono vicini al Presidente Vladimir Putin.
Gli alleati di Navalny hanno stilato una lista di 35 persone, passibili di sanzioni. Nell’elenco ci sono diversi importanti imprenditori russi, conosciuti come “oligarchi”. Secondo l’ Unione europea, però, è difficile provare il loro coinvolgimento negli abusi dei diritti umani.
Secondo me, questa è stata una risposta simbolica. Non sono d’accordo, però, con le tesi dell’UE.
Gli oligarchi russi sostengono finanziariamente il governo di Putin. È un fatto risaputo. Le violazioni contro i diritti umani sono possibili grazie a loro.
Quindi, come possiamo rendere le sanzioni più efficaci? Secondo Navalny, bisogna perseguire gli olig
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Lo scorso venerdì, la Suprema Corte britannica ha emesso una sentenza sui contratti di lavoro di Uber. D’ora in poi, in Gran Bretagna, gli autisti dell’azienda di taxi online devono essere considerati dipendenti e non lavoratori autonomi. Migliaia di autisti Uber hanno, ora, diritto a un salario minimo e ferie pagate.
La decisione potrebbe avere serie conseguenze per la gig economy.
In una gig economy le persone lavorano per una, o più compagnie. I sindacati lo definiscono sfruttamento. Per le aziende si tratta di flessibilità.
La sentenza rappresenta sicuramente un precedente per altri lavoratori e compagnie. Durante la pandemia, la gig economy ha prosperato, per il forte aumento della richiesta di consegne di cibo a domicilio e altri servizi.
Quanto è importante la sentenza della Corte Suprema britannica?
Beh, dipende da chi sei. Se sei un autista di Uber, lo è sicuramente. Hai uno stipendi
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L’8 febbraio, sono iniziati gli Australian Open di tennis. Il torneo si è concluso con la finale femminile di sabato e quella maschile di domenica.
Il giocatore serbo, Novak Djokovic, ha sconfitto il rivale russo, Daniil Medvedev per 7-5, 6-2, 6-2 nella finale di singolo maschile. Per Djokovic è la nona vittoria agli Australian Open e il diciottesimo titolo Grande Slam.
La giapponese Naomi Osaka, invece, ha sconfitto l’americana Jennifer Brady in due set per 6-4, 6-3. Per lei si tratta del quarto titolo Grande Slam.
Ecco un paio di commenti.
Oggi, Naomi Osaka è una star mondiale del tennis. Vedremo il suo brillante gioco per molti anni a venire. Non ne vedo l’ora!
Eccovi un’altra considerazione. La generazione più giovane del tennis maschile a breve sarà molto competitiva. Preparatevi per delle sorprese!
Un ultimo commento…
Durante la cerimonia di premiazione, purtroppo, si è verificato un avve
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Per oggi è tutto. Vi do appuntamento al prossimo episodio.
Fino ad allora, arrivederci!
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