La partita giocata da Salvini attorno il caso della Sea Watch
10 July 2019
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La nave della ONG tedesca, che batte bandiera olandese, diciassette giorni prima aveva salvato a largo delle coste libiche una quarantina di migranti, ma non aveva rispettato l’indicazione, del Centro di coordinamento soccorsi della Libia, di attraccare a Tripoli.
La capitana della Sea-Watch 3, la tedesca Carola Rackete, ha disobbedito alle autorità libiche, non ritenendo che quello fosse un porto sicuro.
La Libia, infatti, è in preda a una guerra civile e lo scorso 2 luglio, il centro di detenzione per i migranti illegali di Tripoli, dove sarebbero potuti finire i migranti salvati dalla Sea Watch 3, è stato bombardato dalle forze aeree del generale Khalifa Haftar, provocando la morte di circa 40 persone.
Il capitano della Sea-Watch 3 ha chiesto, quindi, il permesso di sbarco a Malta e in Italia, che però hanno entrambi negato l’autorizzazione.
A questo punto, Carola Rackete ha iniziato a fare rotta verso l’isola di Lampedusa. Ma il 16 giugno, mentre la nave si trovava ancora in acque internazionali, è st