Screen width of at least 320px is required. Screen width can be adjusted by widening your browser window or adjusting your mobile device settings. If you are on a mobile device, you can also try orienting to landscape.

7 December 2022

Il primo banco di prova del governo Meloni

7 December 2022

Venezia e l’acqua alta

7 December 2022

Gli influencer alle prese col fisco

30 November 2022

Gianluigi Buffon, su calcio femminile e Qatar

30 November 2022

Beirut regala un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi

30 November 2022

I segreti di Cristoforo Colombo

23 November 2022

Roberto Saviano e l’appello di Pen International

23 November 2022

Startup effimere

23 November 2022

Abusi nel mondo della ginnastica ritmica italiana

Speed 1.0x
/
aa
AA

Beirut regala un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi

30 November 2022
Beirut regala un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi
Wikimedia Commons
Il 4 agosto 2020, poco dopo le sei del pomeriggio — l’ora del traffico nelle vie del centro, delle passeggiate sul lungomare — un’esplosione violentissima scuoteva il porto di Beirut. Una fitta nube di fumo color arancio divorava il cielo. L’onda d’urto invadeva veloce ogni cosa — le vie affollate di Hamra, i palazzi di Achrafieh —, lasciando ovunque grumi di cemento, schegge di vetro e metallo. Pesantissimo il bilancio della tragedia: oltre 200 morti, quasi 7000 feriti.

A causare l’esplosione erano state 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, stoccate dal 2013 in un magazzino del porto, vicino a fuochi d’artificio e carburante. Una vera bomba a orologeria.

Tra le vittime dell’esplosione, c’era pure il palazzo Sursock, splendido edificio costruito, tra il 1850 e il 1860, in stile gotico veneziano. Mobili di pregio, immensi tappeti, una biblioteca multilingue, dipinti di Luca Giordano, Gu

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.