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La chiusura di FICO, la “Disneyland del cibo”

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La chiusura di FICO, la “Disneyland del cibo”
Alessia Pierdomenico / Shutterstock
Se l’Italia è famosa per il buon cibo e la cucina, Oscar Farinetti è tra gli imprenditori italiani che meglio hanno saputo capitalizzare questa fama. Farinetti è l’uomo dietro Eataly, una catena globale di punti vendita dedicata al cibo Made in Italy. “L’Italia da mangiare”: una formula semplice ma vincente.

Dal primo punto vendita, aperto nel 2007 a Torino, nell’arco di pochi anni, Eataly si è espansa nel resto del Paese, e poi nel mondo, dal Canada alla Corea. E quando un imprenditore ha successo, associando il proprio nome a un’idea che riesce persino a esportare, è facile che lo si elevi al rango di Re Mida. Ovvero di uomo in grado di trasformare in oro qualunque cosa tocchi. Questo è accaduto anche a Farinetti, coccolato da stampa e politica come una specie di guru.

Nel 2012, Farinetti ha un’altra idea: una “Disneyland del cibo”, da costruire a nord di Bologna, in Emilia-Romagna, in

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