Capri contro il turismo di massa
24 January 2024
Gaspar Janos / Shutterstock
Era il 1926, e lo scrittore, e pittore, Alberto Savinio, dipingeva così, nelle pagine di un affascinante libretto — un’opera a metà strada tra saggio e diario di viaggio —, la magica bellezza dell’isola di Capri.
La Capri di Savinio era un luogo pervaso di dualismo. Terra di pescatori e contadini. E, al tempo stesso, ambita meta di un’élite di eleganti viaggiatori. Da una parte, la vita “silenziosa ed elementare degli autoctoni”. Dall’altra, quella “frivola ed estetizzante” di tutti gli Ulissi che, “attratti dal non mai spento canto delle Sirene” convergevano sull’isola “dai punti più remoti del globo”.
In quegli anni, il c