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Taglio dei parlamentari, danno alla democrazia

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Taglio dei parlamentari, danno alla democrazia
Alessia Pierdomenico / Shutterstock
Con il voto del 25 settembre 2022, quello che ha aperto la porta di Palazzo Chigi a Giorgia Meloni, ha preso il via una nuova stagione parlamentare. Nuova in molti sensi, perché quello che è entrato in funzione nell’autunno di quell’anno è stato un parlamento numericamente ridotto. Un esperimento inedito, figlio di un’ossessione del Movimento 5 Stelle.

Nell’ottobre del 2019, una riforma costituzionale approvata dall’allora parlamento, poi confermata con un referendum nel settembre del 2020, aveva stabilito che la legislatura seguente avrebbe visto Camera e Senato in versione ridotta. I deputati, da 630, diventavano 400, mentre i senatori, da 315, diventavano 200.

Io ho sempre visto questa riforma con scetticismo. L’anima populista della misura, presentata come un modo per risparmiare risorse pubbliche, era evidente. Semplicistica, quasi infantile, la logica alla base: meno parlamentari… me

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