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Il nobile sacrificio di Giacomo Matteotti

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Il nobile sacrificio di Giacomo Matteotti
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L’arguzia di Winston Churchill ci ha regalato una frase che è ormai parte della cultura collettiva. “La democrazia è la forma di governo peggiore che esista, fatta eccezione per tutte le altre”, amava dire il grande statista inglese, che fu primo ministro negli anni della guerra contro la Germania nazista, e poi, nuovamente, dal 1951 al 1955.

Nel 1924, l’Italia era una monarchia costituzionale, con un re, un parlamento, e un presidente del consiglio dei ministri: Benito Mussolini. Formalmente, il paese era ancora una democrazia. Ma una democrazia sull’orlo del baratro.

Il Parlamento del regno, istituito nel 1861, al momento della configurazione dell’Italia come entità politica unitaria, era formato da due assemblee: il Senato, a nomina regia, e la Camera dei deputati, eletta periodicamente dai sudditi aventi diritto di voto. Il socialista Giacomo Matteotti, forte oppositore dell’incipiente

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