Politica d’agosto
28 August 2024
Massimo Todaro / Shutterstock
La vetta del
kitsch l’ha raggiunta Matteo Salvini nell’estate del 2019. L’estate del Papeete. Mi sembra ancora di vederlo: crocifisso al collo,
infradito nere, bermuda a righe bianche e blu. Quell’anno, le immagini del leader leghista in versione DJ —
petto nudo, cuffie in testa, mojito in mano — avevano fatto il giro del mondo. Ricordo che, per l’occasione, Salvini ci aveva regalato l’inno nazionale in versione techno. Una cosa davvero imbarazzante, se consideriamo che Salvini, all’epoca, era vicepremier e ministro dell’Interno.
Forte degli ottimi risultati alle elezioni europee di quell’anno, e dei
sondaggi sulle intenzioni di voto che lo davano al 38%, il leader leghista si credeva invincibile. L’8 agosto aveva presentato in senato
una mozione di sfiducia contro il premier Giuseppe Conte, avviando una crisi di governo. Voleva andare a nuove elezioni, convinto di poter conquistare l’It