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I guai economici del Partito Democratico

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I guai economici del Partito Democratico
Alessia Pierdomenico / Shutterstock
La paura che un impiegato di banca possa telefonare perché il conto è andato in passivo tiene svegli milioni di italiani. E quando la paura di annegare tra i debiti diventa certezza, la vita assume i toni del dramma.

Quando però il passivo riguarda non una persona, ma un partito, e l’entità ammonta a milioni di euro, i toni si fanno ancora più cupi. Ci sono infatti le responsabilità di una cattiva gestione da doversi prendere, ma anche lo shock dei militanti, la cosiddetta base.

Lo scenario appena descritto calza a pennello il Partito Democratico. In città come Bologna e Roma, i circoli del partito sono in debito con le fondazioni e i privati che le possiedono. Le cifre sono da capogiro: rispettivamente 4 e 1,4 milioni di euro. Ora quindi dirigenti, militanti e amministratori locali cercano di salvare il salvabile.

L’attuale crisi arriva da lontano. In realtà, dal 2016 al 2022, infatti, il

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