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La complicità di Agnese

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La complicità di Agnese
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Domenica 4 dicembre 2016, dopo una campagna elettorale con la febbre alle stelle, in Italia si era svolto un referendum per approvare, o respingere, un progetto di riforma costituzionale fortemente voluto dall’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Altissima, l’affluenza alle urne: alla chiusura dei seggi, alle 23:00, aveva votato il 68,5% degli aventi diritto. Per Renzi, però, le cose non erano andate affatto bene: il 60% degli elettori aveva bocciato la sua proposta di riforma costituzionale.

Poco dopo mezzanotte, Renzi era apparso nella Sala dei galeoni di Palazzo Chigi, ammettendo la sconfitta. “L’esperienza del mio governo finisce qui”, aveva detto alle telecamere, annunciando, visibilmente commosso, le sue dimissioni.

Renzi faceva bene a dimettersi. Non aveva altra scelta, in realtà. Nella mente degli elettori, quella riforma che prometteva di semplificare il quadro istituzi

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