Il Primo ministro di Israele incriminato per corruzione
Giovedì scorso, il procuratore generale Avichai Mandelblit ha formalmente incriminato il Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo tre anni di intense indagini. I capi d’accusa includono reati di corruzione, abuso d’ufficio e frode. Nella storia di Israele questa è la prima volta che un Primo ministro in carica viene incriminato, pertanto non esistono precedenti.
I capi d’accusa, soprannominati 1000, 2000 e 4000 sulla stampa israeliana, riguardano sontuosi regali del valore di oltre 246.000 dollari, ricevuti presumibilmente da Netanyahu e da sua moglie. Netanyahu è anche accusato di aver elargito favori al proprietario di un quotidiano per indebolire un giornale rivale, in cambio di un trattamento favorevole verso il suo governo, e di essere colpevole di corruzione. Se condannato, Netanyahu potrebbe scontare fino a 10 anni di carcere per corruzione e fino a 3 per frode e abuso