Raid razzista a Macerata, frutto della retorica dell’odio dei partiti della destra
La città di Macerata solitamente tranquilla e fuori dalle cronache nazionali, negli ultimi giorni si è ritrovata al centro dell’interesse mediatico per due terribili vicende, probabilmente collegate tra loro. Dopo la macabra scoperta del corpo della 18enne Pamela Mastropietro fatto a pezzi e occultato in due valige da un nigeriano residente a Macerata lo scorso mercoledì, sabato 3 febbraio è stato il turno di Luca Traini, che ha terrorizzato la città sparando all’impazzata sugli stranieri nel quartiere dello spaccio.
Per la Corte di Strasburgo, nelle pubblicità il sacro può mischiarsi col profano
Martedì 30 gennaio ho letto su un articolo di Repubblica, che la Corte europea dei diritti dell’uomo, un tribunale europeo con sede a Strasburgo, ha condannato la Lituania per aver multato un’azienda che ha fatto uso di immagini sacre in una campagna pubblicitaria.
Pare che le foto, ritenute irrispettose, abbiano scatenato così tante proteste da far intervenire l’Agenzia nazionale per la difesa dei diritti dei consumatori, che ne ha bloccato la diffusione.
Nel 2012 la società lituana di abbigliamento Sekmadienis Ltd ha realizzato una campagna pubblicitaria per gli abiti disegnati dallo stilista Robert Kalinkin, dove vengono mostrati un uomo e una donna, dall’aspetto un po’ hipster, con entrambi un’aureola.
L’uomo, barbuto e con lunghi capelli biondi, veste solo un paio di jeans attillatissimi e fa bella mostra del suo scolpito torace tatuato. La donna, vistosamente tatuata sul braccio des
Cresce il malcontento nelle colline del prosecco
Senza alcun dubbio, il prosecco è oggi uno dei vini frizzanti più popolari al mondo. Per rendersene conto, basta dare un’occhiata ai dati pubblicati dalla Coldiretti, l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana.
Pensate che il prosecco nel 2014, per la prima volta nella storia, ha superato lo champagne con la vendita all’estero di 320 milioni di bottiglie. Numeri da capogiro, che sono addirittura cresciuti negli ultimi tre anni.
E pensare che fino a 50 anni fa questo era un vino che veniva consumato esclusivamente nelle regioni del nord-est dell’Italia ed era considerato meno raffinato rispetto a quello di oggi: era più torbido, dal sapore intenso e acidulo, frizzante in modo naturale e con un retrogusto erbaceo.
Oggi il prosecco si presenta con un sapore delicato e un profumo fiorito e fruttato. Questa trasformazione, avvenuta nell’arco di decenni, è stata capa
Sanremo, esibirsi in strada sì, ma solo con il diploma
Il celebre cantautore giamaicano, Bob Marley, una volta disse: “La musica può rendere gli uomini liberi”.
Sono tanti i significati che si possono attribuire a questa frase, ma se come libertà intendiamo anche quella di poter far sfoggio pubblicamente del proprio talento musicale… beh, a Sanremo, questo, sta diventando un privilegio.
Recentemente, infatti, l’amministrazione del comune di Sanremo si è resa protagonista di un divieto che, prendendo a prestito un termine dal lessico musicale, potremmo definire stonato.
In quanto luogo molto turistico e sede del noto Festival della canzone italiana, in determinati periodi dell’anno, Sanremo si riempie di artisti che mettono in mostra le loro capacità canore e musicali.
Tanti, forse troppi, artisti… tanto che il sindaco Alberto Biancheri ha deciso di mettere ordine a queste caotiche esibizioni, concentrate soprattutto nel piccolo centro storico
Marinella e il progetto delle cravatte Made in Jail
Uno dei nomi più celebri che balza alla memoria quando si pensa alla città di Napoli è quello di Marinella, la nota azienda leader nella produzione di cravatte artigianali, icona di stile e raffinatezza.
Sono stati molti i personaggi della politica, della cultura e dell’imprenditoria italiana e internazionale che hanno scelto di indossare le cravatte di questa azienda napoletana: Luchino Visconti, Aristotele Onassis, Bill Clinton, Re Alberto di Monaco e tantissimi altri.
Da più di un secolo, Marinella confeziona prodotti di altissima qualità, frutto di un’accurata selezione dei materiali, ma soprattutto di una ricca tradizione sartoriale che la famiglia si tramanda da tre generazioni.
Più volte mi sono recato nello storico atelier di via Chiaia, a Napoli, e devo confessarvi che è proprio dall’estrema cura dei dettagli che si riconoscono le cravatte Marinella. Tutto è perfetto!
Oltre a fare