Italia, le mille giravolte di una difficile crisi politico-istituzionale
La storia della più lunga crisi istituzionale dell’Italia repubblicana comincia la mattina del 5 marzo scorso. Dalla consultazione elettorale del giorno prima —le elezioni politiche per il rinnovo dei due rami del Parlamento— non è emersa una chiara maggioranza.
Ma questo scenario, in realtà, non rappresenta affatto una novità nella storia della politica italiana. La vera svolta emersa dalle elezioni del 4 marzo —vorrei tanto usare l’espressione ‘colpo di scena’, ma davvero non posso, perché questa svolta fluttuava nell’aria ormai da tempo— …dunque, la svolta, vi dicevo, riguarda il crollo dei partiti ‘tradizionali’, quelli che avevano dominato il panorama politico italiano negli ultimi decenni. Nell’area del centrosinistra, al Partito Democratico dell’ex premier Matteo Renzi, va solo il 18,7% dei voti, mentre Forza Italia di Silvio Berlusconi, nel centrodestra, ottiene un deludente 14%.
Spagna, il socialista Pedro Sánchez è il nuovo presidente del governo
Erano anni che Pedro Sánchez diceva che il Partido Popular(PP) di Mariano Rajoy era scandalosamente corrotto. Troppo corrotto per governare, diceva. Ma il PP, un partito di centrodestra al timone della Spagna dal dicembre 2011, sembrava, nonostante tutto, solidamente ancorato al potere. Di fatto, fino a pochi giorni fa, chiunque avrebbe indicato la sfida lanciata dalle ambizioni indipendentiste della Catalogna come il principale grattacapo del governo Rajoy.
Ma… todo tiene su final, come cantava il celebre salsero Héctor Lavoe. Lo scorso venerdì 1 giugno, il Parlamento spagnolo ha appoggiato con 180 voti a favore (4 in più rispetto al numero minimo necessario) su 350 una ‘mozione di censura’ presentata contro il partito di governo da Pedro Sánchez, segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE). A motivare la mozione di censura, l’ennesimo scandalo di corruzione che aveva travo
Salvini (di nuovo) in campagna elettorale: migranti al centro del dibattito politico
Dai palazzi romani alle piazze del Veneto. Sabato 2 giugno, a poco più di 24 ore dall’entrata in carica del governo Conte, Matteo Salvini era a Vicenza, nuovamente in campagna elettorale. Per le amministrative, questa volta. Obiettivo: appoggiare il candidato sindaco del centrodestra, l’avvocato Francesco Rucco. Ed eccolo lì, Salvini, sul palco allestito per lui nell’elegante piazza delle Poste, nel centro storico della città. Camicia azzurro pallido e pantaloni grigi, nel sole di un pomeriggio di tarda primavera, accolto da una folla di circa 2.000 persone che applaudono e intonano il suo nome.
Nuovamente in campagna elettorale, perché, non dimentichiamolo, Salvini, al di là del suo nuovo e prestigiosissimo ruolo istituzionale, è tuttora il segretario federale della Lega, il leader di riferimento del partito. “Abbiamo vinto in Molise, in Friuli, ovunque… ora non mi fate fare brutta f
La nuova vita di Matteo Renzi
Sindaco di Firenze, segretario del Partito Democratico, presidente del Consiglio dei Ministri… negli ultimi anni era sempre stato in prima linea, con forti responsabilità di tipo governativo. Ora, per la prima volta dopo tanto tempo, Matteo Renzi si sente libero. “Starò fuori dal giro per qualche mese”, racconta in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera lunedì 4 giugno. Ma chi conosce l’ex presidente del Consiglio sa benissimo che “fuori dal giro” non significa affatto “lontano dai riflettori”. No, questo sarebbe… inconcepibile.
In realtà, con quelle parole dal sapore un po’ misterioso Renzi —che oggi ha comunque un ruolo politico come senatore— si riferiva alla sua nuova carriera di conferenziere internazionale.
Da un po’ di tempo, infatti, Renzi viaggia parecchio. Forse più di quando era presidente del Consiglio dei ministri. Gira il mondo facendo discorsi remunerati, su in
L’importanza del gioco di squadra
“Alleluia! Eccoci qua!”. Sorride, congiunge le mani e accenna un piccolo inchino impregnato di sarcasmo il giornalista Corrado Formigli, ideatore e conduttore del programma di approfondimento politico Piazzapulita, in onda ogni giovedì in prima serata sul canale televisivo LA7. “Grazie, Enrico Mentana, per questi… (una pausa per lanciare una breve e plateale occhiata all’orologio che porta al polso) 35… 40 minuti di ritardo! Mi scuso con il pubblico a casa, perché Piazzapulita comincia alle 21 e 15”.
Una piccola pausa e poi Formigli, visibilmente irritato, va avanti con la sua invettiva. E rincara la dose: “Mi scuso, perché questo ritardo non è dipeso da noi. È dipeso da una scelta della rete. Vorrei comunque ricordare alla rete, e a Enrico Mentana, che sono parecchi anni che ci occupiamo di notizie e che le seguiamo in diretta. Siamo abituati a darle in diretta, e ne siamo molto orgogli