Volodymyr Zelensky supera il confine tra fantasia e realtà
Noi italiani siamo vaccinati. Negli anni, ne abbiamo viste di tutti i colori. Un magnate mediatico come Berlusconi al potere per vent’anni e una formazione politica —il Movimento 5 Stelle— nata dalla fantasia del comico Beppe Grillo, e oggi al governo. Potremmo davvero stupirci davanti alla folgorante ascesa politica di Volodymyr Zelensky, l’attore televisivo che la scorsa domenica è diventato il sesto presidente dell’Ucraina?
Quanto ci costerà la Brexit?
La lenta agonia della Brexit continua a rimbalzare penosamente da Londra a Bruxelles, e da Bruxelles a Londra. Dalle estenuanti riunioni nelle sedi diplomatiche europee, ai chiassosi dibattiti a Westminster —accompagnati dalle proteste di piazza di chi spera in un secondo referendum— fino agli accordi per il rinvio dell’uscita del Regno Unito dall’Unione.
L’ultimo rinvio risale a pochi giorni fa. Nella notte fra il 10 e l’11 aprile, il Consiglio europeo ha deciso di concedere a Londra una nuova proroga, facendo slittare la data ufficiale della Brexit dal 12 aprile al 31 ottobre. Una proroga generosa. Sei mesi abbondanti.
Anche se, a dire il vero, quella di Bruxelles è una generosità un po’ interessata. Un divorzio senza accordo —la no-deal Brexit— avrebbe infatti conseguenze disastrose anche a livello europeo.
Ma quali sarebbero le conseguenze economiche e sociali dell’opzione no deal per
Il diritto ad avere un futuro
Un lungo viaggio in treno da Stoccolma, accompagnata dai genitori. Una tappa al Parlamento europeo, poi tre giorni in Italia. Con un’agenda fitta di appuntamenti.
A poco più di un mese dal Climate Strike dello scorso 15 marzo —uno sciopero studentesco globale che ha visto l’appassionata partecipazione di milioni di ragazzi in 150 paesi—, Greta Thunberg è più attiva che mai.
Lo scorso mercoledì 17 aprile è arrivata alla stazione Tiburtina di Roma, sotto il braccio destro l’ormai celebre cartello con la scritta Skolstrejk för klimatet, sciopero scolastico per il clima. Nel pomeriggio, è stata ricevuta dal Papa in Vaticano.
“Oggi —ha poi scritto sul suo profilo Facebook la giovane attivista svedese— ho incontrato papa Francesco. L’ho ringraziato per aver parlato così chiaramente della crisi climatica globale”. Parole a cui ha fatto eco la sala stampa del Vaticano: “il Santo Padre ha ringraz
Michela Murgia e Matteo Salvini, vite parallele
Continua la crociata del leader della Lega, e ministro degli Interni, Matteo Salvini contro gli intellettuali, una categoria da lui —più o meno esplicitamente— dipinta come nemica del Popolo. Una categoria, a suo dire, privilegiata e autoreferenziale, e per questo incapace di capire i problemi della ‘gente comune’.
Dopo le polemiche dei mesi scorsi con lo scrittore Roberto Saviano, culminate in una querela per diffamazione a mezzo stampa, ora Salvini sembra aver trovato un nuovo bersaglio per il suo livore: la scrittrice sarda Michela Murgia, autrice di testi teatrali e romanzi, tra cui il best seller Accabadora. Anche lei colpevole, sempre secondo Salvini, di snobismo. Fortunata abitante di un’ipotetica torre d’avorio, lontana anni luce dai drammi e dai problemi della cosiddetta… vita reale.
Lo scorso martedì 16 aprile, Salvini ha dato sfogo alla sua creatività su Twitter, accusando la
Il fascino discreto delle figure retoriche
Nel libro La Bustina di Minerva, pubblicato da Bompiani nel 1999, Umberto Eco ci regalava le sue 40 regole per scrivere bene, un prezioso (e spiritosissimo) elenco di consigli, creato per aiutare lo scrittore ad esprimere con scioltezza e precisione i propri pensieri.
Nel suo decalogo, Umberto Eco dedica ampio spazio alle figure retoriche, incubo assoluto per milioni di studenti, costretti da professori crudeli a navigare in un mare di chiasmi, iperboli e metonimie. Acrobazie linguistiche i cui nomi fanno venire in mente pericolose malattie esotiche.
Ma le figure retoriche continuano a popolare la nostra vita ben oltre gli anni della scuola. Le usiamo quotidianamente, al lavoro e nelle conversazioni con gli amici. Spesso, senza nemmeno esserne del tutto consapevoli.
Un vero peccato, perché una conoscenza più consapevole dei meccanismi della comunicazione ci consente di assaporare meglio