Lugubre e lamentoso. Il suono delle sirene, i veneziani lo conoscono bene. Un suono che fa pensare alla seconda guerra mondiale, al segnale che all’epoca avvisava gli abitanti di una città dell’imminenza di un bombardamento aereo. Nella Venezia di oggi, le sirene suonano per avvisare cittadini e turisti dell’imminente arrivo dell’acqua alta.
La settimana scorsa, nella notte tra martedì e mercoledì, il suono cupo delle sirene ha lacerato l’aria più volte. Dopo ore di abbondanti piogge, e complice lo scirocco, Venezia era stata invasa dal mare. 187 centimetri di acqua salmastra coprivano l’80% della superficie urbana. Una situazione comparabile alla terribile alluvione che sconvolse la città il 4 novembre del 1966.
È la notte tra il 24 e il 25 aprile. Una data importante per il nostro paese, quella del 25 aprile. Simbolica. La data che segna l’anniversario della Liberazione, e la fine del fascismo. Quella notte, in via delle Palme 158, a Centocelle, un quartiere popolare nella periferia orientale di Roma, c’è un incendio. Un’azione dolosa, vile. Approfittando dell’oscurità, qualcuno rompe il lucchetto che fissava una saracinesca al marciapiede. Entra in un locale e, con diabolica perizia, appicca il fuoco in tre punti diversi. In pochi minuti, le fiamme divorano tutto.
Quel locale aveva un nome e una storia. Si chiamava La pecora elettrica, ed era una libreria-caffè, un piccolo polo culturale indipendente, un importante punto di riferimento per l’intero quartiere. La pecora elettrica era bellissima, accogliente e curata: scaffali pieni di piante e libri pubblicati da piccole case editrici e realtà
Gli uiguri sono una popolazione di lingua turca e religione islamica residente nello Xinjiang, una regione — teoricamente autonoma — della Cina nord-occidentale. I loro rapporti con il governo centrale sono da tempo caratterizzati da un clima di forte tensione. Ogni tanto, a livello internazionale, si parla delle loro tribolazioni. Qualche articolo su un giornale, un reportage su una rivista di geopolitica, una conversazione alla radio, un podcast…
A volte, accade persino un piccolo miracolo: il tema diventa il centro di una manifestazione di piazza. Come è avvenuto lo scorso 22 marzo, a Roma, mentre era in corso una visita ufficiale del presidente cinese Xi Jinping. Quel giorno, diverse associazioni umanitarie hanno lanciato un appello all’Unione europea — e alla comunità internazionale — perché avviassero una politica di pressione sul governo di Pechino, da tempo impegnato in una feroce
Sono da poco passate le 7 di sera di venerdì 15 novembre. Nell’appartamento di Paolo e Francesca tutto è pronto per la serata. Luci soffuse, le note di una ballata di Chopin, un buffet di specialità mediterranee in bella mostra sul grande tavolo rotondo del salotto. I primi ospiti cominciano ad arrivare, sorridenti. C’è chi ha portato una bottiglia di vino, chi un dolce. L’atmosfera è rilassata, c’è tempo per fare due chiacchiere. Lo spettacolo, una commedia a tre voci, comincerà verso le 8:30.
Quella che vi ho descritto è una situazione che sta diventando sempre più frequente nel nostro paese. Sempre più abituale. Allestimenti scenici improvvisati negli appartamenti, per amici e conoscenti. Attori ospitati — e calorosamente applauditi — in salotti e giardini. Sempre più spesso, nelle città di tutta Italia, teatro indipendente e mura domestiche vanno a braccetto. Anche grazie ai social m
Per il mondo dell’editoria, l’autunno è una stagione impegnativa, frenetica, ricca di appuntamenti importanti. Campagne promozionali, interviste agli autori, conferenze, incontri con i lettori. Nelle librerie, le novità più attese, quelle che promettono i migliori incassi, sono onnipresenti, esibite in modo quasi invadente. Colonne di volumi, piramidi e spirali. Un mondo di architetture improbabili e copertine colorate, studiate per conquistare l’occhio, per sedurre l’immaginazione.
Ma lei… è diversa. Lei, quest’anno, è arrivata in libreria con una copertina sobriamente elegante, quasi austera, giocata sui toni del grigio, del nero, del rosso corallo. D’altro canto, forte dei suoi milioni di ammiratori, lei sa di non aver bisogno di trucchi. Sa che, per catturare l’interesse dei lettori, basta il suo nome. O meglio, il suo pseudonimo.
Certo, anche un buon titolo aiuta. E quello che ha sc