Sabato 29 febbraio, le delegazioni di Stati Uniti e talebani hanno siglato a Doha, in Qatar, un importante accordo, che punta a mettere fine a una guerra cominciata oltre 18 anni fa, e costata la vita a circa 2.500 soldati americani e mezzo milione di afgani.
In alcune aree rurali del distretto di Antioquia, a nord ovest della Colombia, è in atto un feroce scontro armato tra gruppi paramilitari e bande della criminalità, che ha costretto tanti contadini a cercare rifugio presso il vicino comune di Ituango.
Le ostilità interessano in particolare una frangia di dissidenti delle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, alcuni gruppi paramilitari, chiamati Autodefensas gaitanistas (ACG), e gang criminali della Valle d’Aburrá come Los Caparrapos e Los Pachelly.
L’obiettivo di queste forze è di mettere le mani sul lucrativo business del narcotraffico, e, per questo, dal 2018 è in atto una guerra senza sosta.
Gli scontri si concentrano attorno a un corridoio strategico, nel quale transitano grandi quantitativi di cocaina, diretta verso il mercato statunitense ed europeo, passando per Messico, Panama e Guatemala.
Secondo un articolo pubblic
Dopo otto mesi di attesa, giovedì 20 febbraio si è dato finalmente inizio alla demolizione della Vela A, detta anche “Vela verde”, uno degli edifici del complesso edilizio di Scampia, nella periferia di Napoli.
Le Vele di Scampia sono state a lungo emblema del degrado di Napoli. Negli anni più recenti, in seguito ad alcune narrazioni televisive e cinematografiche, sono diventate anche uno dei luoghi simbolo della camorra.
L’abbattimento del complesso residenziale napoletano, se da una parte rappresenta un segnale di riscatto per la città e i suoi residenti, dall’altra è la testimonianza del fallimento delle politiche di riforma urbana del quartiere.
Le Vele di Scampia furono realizzate tra il 1962 e il 1975 dai disegni dell’architetto palermitano Francesco Di Salvo, che, animato dallo spirito e i principi delle unités d’habitation dell’architetto francese Le Corbusier, pensò di costruire
La diffusione in Italia del contagio del coronavirus, soprattutto in Lombardia e Veneto, ha comportato in via precauzionale la chiusura al pubblico di scuole, musei, teatri, cinema e palestre, oltre alla cancellazione di grandi eventi, come le partite di calcio o il celebre carnevale di Venezia.
Anche la Milano Fashion Week, che si è svolta nel capoluogo lombardo dal 18 al 24 febbraio, è stata colpita dall’allarme sanitario, lanciato simultaneamente da Governo e Regione.
Secondo un articolo pubblicato sul settimanale IO Donna, lo scorso 17 febbraio, a causa del coronavirus all’incirca mille cittadini cinesi, tra giornalisti, buyer e stilisti, non sono riusciti a partecipare alla settimana della moda di Milano.
Per ovviare al problema e mostrare al pubblico e ai professionisti cinesi le novità delle passerelle milanesi, la Camera nazionale della moda italiana ha creato China we are with yo
Quest’anno la Sicilia, così come il resto del Paese, sta attraversando un periodo di siccità particolarmente severo. Nei mesi invernali le temperature sono state al di sopra della media stagionale, con piogge molto scarse in quasi tutte le regioni d’Italia.
Secondo un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano lo scorso 17 febbraio, a gennaio, in Sicilia, si è registrato il 75% di piogge in meno, rispetto a quelle dello scorso anno. Questo ha creato una situazione piuttosto grave nelle campagne siciliane. I campi, infatti, arsi e spaccati dalla mancanza di acqua, fanno presagire raccolti scarsi. Gli agricoltori sono disperati. La gente che lavora la terra è consapevole che al Sud l’inverno è la stagione più piovosa dell’anno e che, una volta giunta la primavera, sarà difficile avere piogge abbondanti fino all’autunno.
Di fronte a una simile emergenza, gli abitanti di molti piccoli centri u